09.08.2022 Icon

Chi deve allegare che cosa? Per la Cassazione basta che si alleghi

Con un interessante Ordinanza la Suprema Corte si è occupata del riparto dell’onere probatorio in sede di giudizio d’appello, accogliendo i tre motivi di ricorso dell’appellante e rinviando la sentenza impugnata alla Corte d’Appello di Napoli.

Nel caso in esame la Corte d’Appello di Napoli, con sentenza n. 363/2017, confermava la pronuncia di primo grado, con cui si respingeva la domanda dell’appellante volta a ottenere il rimborso di spese effettuate, in qualità di amministratore, nell’interesse del Condominio. Il giudice di seconde cure sottolineava che il ricorrente non aveva prodotto la delibera con cui il credito veniva riconosciuto dall’assemblea, nonostante ricadesse sul medesimo l’onere di dimostrare la fondatezza dei motivi addotti.

In sede di ricorso per Cassazione, con i primi due motivi si denunciava, rispettivamente, che la suddetta delibera, sebbene non inserita nel fascicolo dell’appellante, era stata comunque prodotta dall’appellato sia in primo che in secondo grado e che, conseguentemente, la Corte distrettuale si era sottratta all’obbligo di esaminare il merito della lite.

Tali motivi sono stati analizzati congiuntamente dalla Cassazione; la medesima ha ribadito la vigenza dell’onere dell’appellante di depositare in secondo grado i documenti su cui si fondano i motivi di impugnazione a condizione che non risultino già acquisiti al processo e non siano stati posti nella disponibilità del giudice, nel rispetto del principio del giusto processo. Nel caso in esame, la Corte distrettuale aveva respinto l’impugnazione per il solo fatto che l’appellante non avesse depositato la delibera assembleare, senza però tener conto dei documenti prodotti dall’appellato tra i quali si annoverava proprio la suddetta delibera.

Il terzo motivo, infine, denunciava l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio: in sentenza non si considerava, infatti, che l’esistenza del verbale e il relativo contenuto non erano stati oggetto di contestazione e, pertanto, non necessitavano di prova. Tale accertamento risultava del tutto pretermesso. La Corte d’Appello si limitava a riportare il contenuto della delibera, senza apprezzarne la valenza processuale.

Alla luce di quanto esposto, la Cassazione, accogliendo i suddetti motivi, ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d’Appello di Napoli. Tale ordinanza ha quindi ribadito la necessità di contemperare il riparto dell’onere probatorio ex art. 2697 c.c. con il principio di acquisizione probatoria: Il giudice è tenuto a pronunciarsi nel merito della causa sulla base di tutto il materiale probatorio ritualmente acquisito da qualunque parte processuale esso provenga, con una valutazione globale, nel quadro di un’indagine unitaria e organica.

Autore Marco Bidoglio

Trainee

Milano

m.bidoglio@lascalaw.com

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