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Wake Up, Italia! Pamphlet per la ricostruzione del Paese

Autore: a cura di Marco Mari; introduzione di Federico Fubini
Editore: Centro Studi sulle Istituzioni
Anno di pubblicazione: 2013

Avviene che mentre alcuni soci dello Studio stanno visitando H-Farm, lo stupefacente incubatore di start-up innovative che sorge nella campagna veneziana, sulle rive del Sile, Riccardo Donadon - che di H-Farm è il fondatore e lo spirito - presenti loro due studenti di giurisprudenza a Padova che - dopo aver creato LEGALPAD (www.legalpad.it), "un network di studenti, professori e professionisti della legge che studia e predispone azioni innovative per un’ analisi giuridica del contemporaneo" stanno coltivando lì il progetto di una start-up legale.

E avviene che Marco (Mari) e Francesca (Di Lisa) - questi i loro nomi - ti spieghino con rara concisione (e mostrandoti slide chiare ed immediate) che questo progetto si concentra su una innovazione di contenuto prima che di processo, coltivando - tra l' altro - l' idea di un summer camp internazionale, intimamente collegato alle più innovative esperienze nordamericane, che risponda a tre fondamentali esigenze, condivise da una parte e dall' altra dell' oceano: la necessità di dare immediata concretezza a ciò che oggi i giovani giuristi studiano in termini ancora troppo teorici, la rilevanza per i loro curricula di un’esperienza internazionale, la volontà di essere parte di un network (cosa che oggi le internship nelle grandi law firm offrono in modo sempre più evanescente).
Tutto ciò allo scopo di legare le più importanti realtà globali dell’innovazione nel diritto in una modalità che si concretizzi nella stretta interazione con il territorio e le più importanti imprese del Nord-Est italiano.

Avviene infine che Marco e Francesca (annotatevi i loro nomi e cognomi, chè ne sentirete ancora parlare, statene sicuri!) ci consegnino questo pamphlet a più mani che hanno curato nella scorsa primavera e che cerca di offrire al Paese qualche buona ragione per svegliarsi.
La giustizia e il mondo del diritto vivono in Italia non solo un grave ritardo, ma anche di una drammatica mancanza di consapevolezza degli strumenti indispensabili per cambiare ed essere strumenti propulsivi della società, non pesi morti a rimorchio, arroccati nella difesa delle rendite di posizione.
Ascoltare e leggere due ventenni, così lucidamente proiettati in avanti e così concretamente mobilitati, restituisce un filo di speranza.

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