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Diario di un giudice

Autore: Dante Troisi
Editore: Sellerio
Anno di pubblicazione: 2012

Giustizia “ideologica” e diritti dei deboli : Il fantasma del giudice politico di Titta Madìa

Forse proprio con Diario di un Giudice – libricino scritto da un ignoto e giovane Magistrato di provincia negli anni '50 – iniziò quella, non indolore, rivoluzione giudiziaria e culturale che ha portato il processo penale ad occuparsi anche di ricchi e potenti (insieme agli “ultimi” della nostra comunità) ed a rendere reale e concreto il precetto costituzionale secondo il quale “la legge è uguale per tutti”.
E non stupisca che tale perentoria affermazione – che rende un merito storico al Giudice-scrittore Dante Troisi – provenga dal nipote ed anche omonimo di quel Signore, citato a p. 233 del volume edito da Sellerio, in una nota del “grande” Andrea Camilleri il quale ricorda che «un anno dopo la pubblicazione, e precisamente il 12 luglio 1956, durante una seduta in Parlamento, il noto avvocato e deputato fascista Titta Madìa accusò Troisi d'aver scritto un libro diffamatorio sulla Magistratura».
[Estratto dalla recensione pubblicata sulla rivista “Cultura e diritti” 2/2013]

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