Diritto d'autore

Youtube e violazione del diritto all’immagine

Trib. Milano, Sez. Specializzata in materia di impresa, sent. n. 8018/2015, G. R. contro T. I. S.p.a

Recentemente, un famoso ex-calciatore italiano è ricorso dinanzi alla Sezione Specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano per tutelare il presunto indebito sfruttamento della propria immagine da parte di un colosso delle telecomunicazioni.

In particolare, la vicenda trae origine in seguito alla pubblicazione su YouTube di messaggi pubblicitari in sovrimpressione su alcuni video di vecchie interviste dell’ex calciatore. L’attore, cioè il calciatore, sosteneva che, nell’attuare tale campagna pubblicitaria senza la sua autorizzazione, la convenuta avesse leso il suo diritto alla riservatezza dei dati personali, il suo diritto d’autore ed il suo diritto all’immagine. La società convenuta si era difesa sostenendo, tra l’altro, che l’eventuale illecito non potesse esserle imputato sul piano soggettivo, poiché essa aveva commissionato la campagna a società terza, la quale, a propria volta, si era limitata ad acquistare spazi pubblicitari su YouTube senza decidere il posizionamento finale dei messaggi, ma limitandosi ad indicare le aree tematiche di destinazione (sport, tecnologia e giochi).

Il Tribunale di Milano ha da un lato negato che le condotte contestate alla convenuta costituissero violazione della privacy dell’attore o di suoi pretesi diritti d’autore sulla base del principio che nelle interviste qualificabili come opere autoriali, la qualifica di autore spetta all’intervistatore, e solo eccezionalmente all’intervistato; dall’altro lato, invece, ha accolto la tesi dell’attore circa la lesione del proprio diritto all’immagine giacché l’associazione e l’accostamento dell’immagine di personaggi celebri ai messaggi pubblicitari senza il loro consenso è in grado di produrre un indebito vantaggio economico a favore del soggetto che li utilizza.

Circa la difesa della convenuta relativa alla pretesa assenza di responsabilità per non aver pre-selezionato i video ai quali i propri messaggi pubblicitari avrebbero dovuto essere associati, il Tribunale ha ritenuto che essa fosse superata dal principio della responsabilità indiretta del committente per il fatto illecito causato dai propri incaricati.

Avendo accolto nei limiti descritti le domande dell’attore, il Tribunale ha inibito la convenuta – che come detto aveva comunque già provveduto spontaneamente a eliminare l’associazione tra i propri messaggi e i video dell’ex calciatore – dalla prosecuzione dell’illecito, fissando una penale per ogni giorno di violazione dell’obbligo, e l’ha condannata al risarcimento dei danni.

17 luglio 2015

Franco Pizzabiocca – f.pizzabiocca@lascalaw.com

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