La parte deve partecipare personalmente alla mediazione

Se vuoi fare opposizione, almeno ricorda la mediazione!

Ancora una volta, la giurisprudenza di merito si è espressa in tema di onere di instaurazione della procedura di mediazione nell’ambito del procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo.

In particolare, il Tribunale di Cosenza ha ritenuto di aderire all’orientamento della Suprema Corte, secondo cui detto onere grava sull’opponente, alla luce del fatto che questi è l’unico ad avere interesse ad avviare il procedimento di mediazione, pena il consolidamento degli effetti del decreto ingiuntivo ex art. 653 c.p.c..

Nel caso di specie, i mutuatari e i rispettivi fideiussori hanno proposto ricorso avverso il decreto ingiuntivo emesso a favore di un Istituto di credito relativamente a un contratto di mutuo chirografario. Il Giudice, preso atto del mancato esperimento del tentativo di mediazione, assegnava termine di 15 giorni per instaurazione della procedura che, tuttavia, è stato disatteso da entrambi le parti del giudizio.

Il Giudice, investito del thema decidendum, ha rappresentato che, sebbene sia ancora controverso quale sia tra le parti quella gravata dell’onere di presentare la domanda di mediazione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale adito ritiene di aderire all’orientamento della Suprema Corte che, con sentenza n. 24629/2015, ha affermato il principio per cui l’onere grava sull’opponente, dato che questi è l’unico “ad avere interesse ad avviare il procedimento di mediazione, pena il consolidamento degli effetti del decreto ingiuntivo ex art. 653 c.p.c.“.

Nell’ambito delle contestazioni avanzate dagli opponenti, il Giudice ha avuto altresì modo di affrontare la questione della natura, perentoria o ordinatoria, del termine concesso per avviare la procedura di mediazione, sottolineando tuttavia che nel caso in esame non era decisiva.

Il termine ordinatorio, infatti, può essere prorogato dal giudice, prima della scadenza (art. 154 c.p.c.) ma, qualora esso non venga prorogato e non venga rispettato, si producono gli stessi effetti preclusivi del termine perentorio (cfr. in tal senso Cass. 4448/2013, 27086/2011, 23227/2010, 4877/2005).

Invero, con riferimento al caso di specie, anche ritenendo, in via teorica, che il termine fosse ordinatorio (come sostenuto dagli opponenti), non è stata né richiesta né disposta alcuna proroga del termine da parte del Giudice. Pertanto, per quanto detto, si producono gli effetti preclusivi.

Alla luce delle suesposte argomentazioni il Giudice cosentino ha dichiarato l’opposizione improcedibile e, per l’effetto, ha confermato il decreto ingiuntivo impugnato dichiarandolo esecutivo.

Tribunale di Cosenza, 14 gennaio 2019, n. 55

Giulia Martucci – g.martucci@lascalaw.com

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