Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Voto “determinante”, diritto di veto e unanimità nel consiglio di amministrazione: il punto del Consiglio notarile di Milano

Sono da considerarsi pienamente legittime quelle clausole statutarie che, intervenendo sui quorum deliberativi delle delibere del consiglio d’amministrazione di s.p.a. ed s.r.l.:

  • prevedano che le decisioni possano essere assunte al superamento dei quorum di legge o di statuto, a condizione che tra i voti si registri il voto “determinante” di uno o più amministratori;
  • attribuiscano a uno o più membri il diritto di veto;
  • subordinino la valida assunzione della delibera al voto unanime di tutti i consiglieri.

Sono questi, infatti, i principi che discendono dalla massima n. 195 del Consiglio Notarile di Milano, la quale, espressamente, statuisce che “è legittima la clausola statutaria che stabilisca che le deliberazioni del consiglio di amministrazione di s.p.a. o di s.r.l.  siano validamente assunte solo se, oltre al quorum stabilito dalla legge o dallo statuto, ricorra anche il voto favorevole, o non ricorra il voto contrario, di uno o più determinati amministratori, individuati in virtù della carica che ricoprono o della «provenienza» della loro nomina o di altri idonei criteri di determinazione. È legittima la clausola statutaria che subordina la valida assunzione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione di s.p.a. o di s.r.l. al voto favorevole di tutti gli amministratori in carica”.

Fino ad oggi si era arrivati a sostenere (si veda la massima 56/2015 del notariato di Firenze), per le sole s.r.l., la legittimità dell’adozione di clausole statutarie con cui si riservava ad uno o più amministratori nominati dai soci (singolarmente ai sensi dell’art. 2468, comma 3, c.c. o dai soci di minoranza), il diritto di veto con riferimento alle sole decisioni relative al compimento di atti od operazioni gestorie.

In virtù di tale recente massima della Commissione Società del Consiglio Notarile di Milano, pubblicata il 20 novembre 2020, dunque, le clausole statutarie che prevedano il voto determinante o il diritto di veto in capo ad uno o più amministratori o addirittura subordinino l’assunzione della delibera all’unanimità di tutti i consiglieri sono oggi da considerarsi pienamente legittime, tanto per le s.r.l. quanto per le s.p.a..

L’importanza di tale massima è immediata tenuto conto che la prassi societaria registra già un utilizzo frequentissimo, ancorché a livello parasociale, di tali pattuizioni in quanto permettono la coesistenza di diversi assetti societari e di riflettere nell’attività gestoria le forze contrattuali che sottendono il rapporto associativo.

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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