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Voltura catastale: via libera all’accettazione tacita dell’eredità

Il Tribunale di Palermo, nell’ambito di un giudizio ex art. 702 bis c.p.c., ha confermato il principio secondo cui i chiamati all’eredità che compiano atti di gestione del patrimonio ereditario, incompatibili con la volontà di rinunciare all’eredità ovvero che denotano in maniera univoca un’effettiva assunzione della qualità di erede, vengono qualificati come soggetti che hanno accettato tacitamente l’eredità.

Nel caso di specie, i chiamati all’eredità effettuavano la voltura catastale relativa all’immobile gravato dalla garanzia ipotecaria della Banca, che, infatti, a seguito dell’annotazione della relativa denuncia di successione, risultava intestato ai resistenti.

Quest’ultimi si costituivano in giudizio chiedendo il rigetto della domanda avanzata dalla Banca ed eccependo il carattere simulato della voltura catastale, che – al contrario – avrebbe, a loro dire, dissimulato una rinuncia all’eredità.

Il Giudice adito, accertata la regolare instaurazione del giudizio, sottolineava che se da un lato la giurisprudenza maggioritaria nega che la presentazione della denuncia di successione possa costituire accettazione tacita di eredità (in quanto svolge una funzione meramente fiscale e perciò può al più costituire un elemento indiziario liberamente valutabile ai fini indicati dal Giudice del merito cfr. Cass. n. 5463/1995 e Cass. n. 11813/1992), dall’altro, attribuisce all’istanza avanzata dal chiamato per la voltura catastale dei beni immobili del defunto valenza di accettazione tacita.

In questo senso, si ricorda la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 1438/2020 che ha disposto che “l’accettazione tacita di eredità, […] può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciare o che siano concludenti e significativi della volontà di accettare; ne consegue che, mentre sono inidonei allo scopo gli atti di natura meramente fiscale, come la denuncia di successione, l’accettazione tacita può essere desunta dal compimento di atti che siano al contempo fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, ma anche da quello civile”.

Peraltro, nell’ambito del giudizio, il Giudice rigettava anche la domanda di accertamento della simulazione della voltura catastale avanzata dai resistenti, ricordando che la simulazione opera solo con riferimento ai negozi giuridici e non invece con riguardo ad atti giuridici in senso stretto, come quello oggetto del giudizio.

In conclusione, il Giudice si è pronunciato accogliendo integralmente il ricorso avanzato dalla Banca e ribadendo che l’accertamento in ordine agli atti che integrino o meno un’accettazione tacita di eredità da parte del chiamato dovrà essere compiuto caso per caso dal giudice di merito, che dovrà considerare la peculiarità di ogni singola fattispecie e tener conto di molteplici fattori, fra cui quelli della natura ed importanza nonché della finalità degli atti di gestione compiuti dal chiamato. Tra questi, date le implicazioni civili sottostanti, la voltura catastale è da ritenersi come atto idoneo a far dichiarare l’accettazione tacita dell’eredità.

Trib. Palermo, Ord., 19 novembre 2020 

Eleonora Mascaretti – e.mascaretti@lascalaw.com

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