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Vita più dura per i professionisti del “turismo telefonico”: arriva la banca dati che censisce gli utenti morosi!

È diventata operativa la banca dati SI.Mo.I.Tel (acronimo di “Sistema informativo sulle morosità intenzionali nel settore della telefonia”), il registro che contiene al suo interno i dati dei cd. “Cattivi pagatori” di utenze telefoniche.

La vicenda inizia nel 2014 quando Assotelecomunicazioni rappresentava al Garante per la protezione dei dati personali l’intenzione degli operatori Telco di istituire una banca dati che fosse finalizzata a verificare affidabilità e puntualità dei pagamenti da parte dei potenziali clienti. La proposta è stata quindi analizzata dal Garante che, con il provvedimento n. 523 dell’8 ottobre 2015 (pubblicato sulla GU n. 257 del 4 novembre 2015), si è occupato di stabilire le condizioni e le modalità di gestione e funzionamento del Si.Mo.I.Tel.

La banca dati, condivisa tra gli operatori di telefonia, è finalmente attiva e conterrà le informazioni relative alle morosità intenzionali (quelli cioè derivanti da una chiara e precisa volontà del titolare dell’utenza). Scopo dichiarato del SIMOITEL è quello di contenere il rischio di insolvenza ed i tentativi di frode a danno degli operatori. Infatti, nel corso degli anni, le società TELCO si sono scontrate, in misura sempre maggiore, con l’attitudine di alcuni soggetti a trasferire le loro utenze telefoniche con una rapidità tale da rendere ardua ogni azione volta al recupero dei crediti. Ora, con la messa in esercizio di questo interessante strumento, le compagnie telefoniche potranno finalmente condividere tra loro le informazioni relative ai clienti morosi.

Sebbene alcune associazioni abbiano manifestato una seria preoccupazione per l’introduzione del Sistema in esame, deve comunque precisarsi che le condizioni per essere iscritti all’interno della banca dati sono particolarmente stringenti. In particolare, è previsto che si verifichino contemporaneamente i seguenti presupposti:

  • – deve essere stato esercitato il recesso dal contratto da non meno di tre mesi, da parte cliente o dell’operatore di telefonia;
  • – devono risultare mancati pagamenti per almeno centocinquanta euro;
  • – devono risultare non pagate una o più fatture nei primi sei mesi successivi alla stipula del contratto;
  • – non devono risultare altri rapporti contrattuali post-pagati, attivi e regolari nei pagamenti con lo stesso operatore di telefonia;
  • – non devono risultare inoltrati formali reclami/contestazioni, istanze di conciliazioni o comunque istanze di definizione di controversie dinanzi agli organi competenti;
  • – l’operatore di telefonia deve aver inviato al cliente la comunicazione di preavviso dell’imminente iscrizione alla banca dati SIMOITEL, almeno trenta giorni prima.

Nel concreto, il sistema potrà contenere soltanto informazioni riguardanti i mancati pagamenti rilevati dalle società telefoniche e non altri dati giudiziari o sensibili; gli operatori telefonici potranno consultare il registro e la banca dati restituirà un risultato tanto semplice quanto chiaro: semaforo verde, il soggetto non è presente nel SIMOITEL, semaforo rosso, sono presenti segnalazioni per morosità da uno o più operatori. All’esito di tale verifica l’operatore telefonico potrà poi rifiutare una richiesta di contrattualizzazione avanzata da un potenziale nuovo cliente e sarà tenuto a comunicargli la circostanza.

Sicuramente è prematuro svolgere oggi ogni valutazione sull’impatto che questa nuova banca dati potrà avere nell’economia delle grandi società di telefonia, tuttavia una piccola previsione può farsi: le operazioni di turismo telefonico, d’ora in poi, saranno certamente meno agevoli.

Davide Gavazzeni – d.gavazzeni@lascalaw.com

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