L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Via libera al ricorso straordinario per Cassazione avverso le ordinanze con carattere decisorio

Il ricorso straordinario per Cassazione, ai sensi dell’art 111 Cost., è proponibile avverso i provvedimenti giurisdizionali emessi in forma di ordinanza o di decreto solo quando essi siano definitivi e abbiano carattere decisorio, siano, cioè, in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale. Questo è quanto ha stabilito la Suprema Corte nella sentenza in commento.

L’art 111, comma VII, Cost sancisce che: “contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge”. Per giurisprudenza consolidata della Suprema Corte detta norma viene interpretata in modo estensivo. Pertanto, il ricorso straordinario in Cassazione è ammissibile non solo verso le sentenze, intese come i provvedimenti a cui il legislatore attribuisce detta forma, ma anche contro tutti i provvedimenti, compresi i decreti e le ordinanze caratterizzati dal duplice requisito della decisorietà e della definitività, quantunque la legge li dichiari espressamente non impugnabili. Alla luce di questa interpretazione della Corte di Cassazione il ricorso straordinario in Cassazione è ammesso avverso tutte le sentenze in senso sostanziale.

In tale contesto viene richiamata la consolidata e ricorrente massima secondo cui “in tema di impugnazioni, il ricorso straordinario per Cassazione, ai sensi dell’art 111 Cost., è proponibile avverso provvedimenti giurisprudenziali emessi in forma di ordinanza o di decreto solo quando essi siano definitivi e abbiano carattere decisorio, siano cioè in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale” (in tal senso Cass n. 15949 del 20 luglio 2011; Cass n. 14140 del 27 giugno 2011).

Nel caso di specie La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso l’ordinanza di rigetto dell’inibitoria pronunciata ai sensi dell’art 283 c.p.c. e dell’art. 351 c.p.c., pronunciata dalla Corte d’Appello, trattandosi di provvedimento di natura processuale con contenuto non decisorio, che produce effetti temporanei, destinati ad esaurirsi con la sentenza definitiva del giudizio di impugnazione.

Cass., sez. I, 25 ottobre 2016, n. 21522 

Sara Rovigos.rovigo@lascalaw.com

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