Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Versamento del saldo prezzo: chi si ferma è decaduto

In tema di vendita forzata, il termine di versamento del saldo del prezzo da parte dell’aggiudicatario è di natura sostanziale, in quanto è posto a presidio del relativo ius ad rem circa l’emissione del decreto di trasferimento ex art. 586 c.p.c., attenendo all’adempimento dell’obbligazione pecuniaria assunta dall’aggiudicatario stesso, attività che non necessita di difesa tecnica, ma che costituisce esecuzione di un atto dovuto e non negoziale; ne consegue che esso non è soggetto alla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, ex art. 1 della L. n. 742 del 1969”.

Questo il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione, Sez. III, in una recente Sentenzadel 8.06.2022 in tema di espropriazione forzata che affronta, tra le altre, la ancora irrisolta questione circa l’applicabilità del regime della sospensione feriale anche al termine per il versamento del saldo prezzo.

Nel caso che ha originato la pronuncia in commento, l’avviso di vendita così come l’ordinanza di delega indicavano un termine per il versamento del saldo prezzo (il 17/11) che ricomprendeva il periodo feriale nel computo, disatteso da parte aggiudicataria, la quale ha effettuato il versamento solo in data 1/12. Tale termine è stato inizialmente ritenuto tempestivo dal Tribunale di Pavia, in quanto considerato soggetto a sospensione feriale dei termini.

La Corte di Cassazione, al contrario, ponendosi in netto contrasto con il precedente orientamento – invero rappresentato dall’unica e ormai risalente Cass. n. 12004/2012 –  ha colto l’occasione per affermare la natura sostanziale del termine. Questa prescinde dalla perentorietà e non prorogabilità che certamente caratterizzano il termine per il versamento saldo prezzo (non superiore a n. 120 giorni dall’avvenuta aggiudicazione), ma non per questo lo assoggettano alla disciplina dei termini processuali oggetto di sospensione feriale.

Tra i motivi posti alla base del convincimento dei Giudici di legittimità vi è, innanzitutto, la circostanza che il versamento del saldo prezzo consista in “atto dovuto, rilevante anzitutto e principalmente quale presupposto dell’effetto traslativo” che incide direttamente ed immediatamente sulla situazione giuridica sostanziale dell’aggiudicatario e non sulle facoltà e potestà processuali.

Del resto – come osserva giustamente la Corte – la sospensione feriale ex lege (n. 742/1969) nasce dalla necessità di “assicurare un periodo di riposo in favore degli avvocati” ed è pertanto da riconnettersi alla necessità della difesa tecnica in giudizio (tra le altre Corte Cost. n. 255/1987).

Necessità che non si ravvisa nel mero adempimento dell’obbligazione pecuniaria (cfr. versamento saldo prezzo) ancorché esperita dall’aggiudicatario nell’ambito della vendita forzata.

Difatti, l’aggiudicatario non è formalmente parte processuale ed è, al contrario, terzo estraneo alla procedura, divenendone parte solo allorquando si manifesti un contrasto in cui egli sia coinvolto, ossia nella c.d. fase patologica – nella quale dovrà essere assistito da un legale.

Da un punto di vista strettamente pratico, la Corte non manca di osservare – poi – che l’applicazione della sospensione feriale al termine per il versamento del saldo prezzo, oltre ad avere una immediata ricaduta sulla ragionevole durata del processo esecutivo, potrebbe ingenerare fenomeni di disparità di trattamento tra gli offerenti in relazione al periodo in cui avvenga l’aggiudicazione – sostanzialmente concedendo maggior spazio temporale per l’adempimento agli offerenti “primaverili o estivi” rispetto agli offerenti “autunnali o invernali”.

Ci si auspica che tale ultimo arresto giurisprudenziale, benché non pervenga dalla Corte a Sezioni Unite, possa dar vita ad un filone uniforme in sede di merito, ciò anche nell’ottica di una maggior certezza giuridica anche a tutela dei soggetti creditori pignoranti.

Cecilia Picone – c.picone@lascalaw.com

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