Crisi e procedure concorsuali

Verifica del requisito dell’attivo patrimoniale nel procedimento per la declaratoria di fallimento

Tribunale di Udine, 13 gennaio 2012

Massima: Ai fini della valutazione della sussistenza dei presupposti soggettivi per la dichiarazione di fallimento, tra cui quello relativo all’ammontare dell’attivo patrimoniale degli ultimi tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento, appare conforme alla “ratio” della legge, che li ha introdotti in funzione di una valutazione della dimensione dell’impresa, operare una verifica che tenga conto dell’effettivo “attivo patrimoniale” quale espressione della reale dimensione dell’impresa stessa; tale accertamento pertanto, per rispecchiare la realtà di un’impresa, deve poter prescindere dalla formale applicazione dei principi contabili e della normativa in tema di redazione di bilanci ogni qual volta la loro rigorosa applicazione possa comportare una divergenza tra il dato “formale” contabile, e la realtà economica dell’impresa.”

Il Tribunale di Udine ha rigettato un ricorso per la declaratoria di fallimento di una società a responsabilità limitata dopo aver verificato che la stessa non aveva raggiunto nei tre esercizi antecedenti la data del deposito del ricorso i requisiti dimensionali previsti dall’art. 1 l.f. (attivo patrimoniale, ricavi lordi e indebitamento).

Con particolare riferimento al requisito dell’attivo patrimoniale, il Collegio ha precisato che, nell’ottica di una valutazione dell’effettiva dimensione dell’impresa, deve ritenersi rilevante la circostanza che un credito (appostato in bilancio separatamente dal debito nei confronti del medesimo soggetto secondo la normativa codicistica) risulti poi inesistente e/o estinto per effetto di un accertamento giudiziale che ne ha ridotto l’ammontare.

(Francesca Fumagalli – f.fumagalli@lascalaw.com)

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