Contratti

Vendita di area destinata a parcheggio ed esclusione della trascrizione attestante il trasferimento

Cass., 24 maggio 2013, Sez. II, n. 12996

La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 12996 resa il  24 maggio scorso, ha precisato quanto disposto dall’art. 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765, nota come “Legge Ponte”, recante modificazioni ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150, ossia: il vincolo di un’area destinata a parcheggio, costituendo un limite legale della proprietà, si trasferisce in modo automatico insieme alla stessa e senza necessità di trascrizione; pertanto, la domanda volta ad accertare il diritto reale di uso derivante dal suddetto vincolo, quand’anche fosse fondata sulla nullità delle clausole negoziali concordate in violazione dello stesso, non sarà del pari assoggettata alla disciplina della trascrizione ex art. 2652, n. 6 c.c.

La questione sulla quale si sono pronunciati i giudici di legittimità riguarda il caso di un costruttore che nel 1973 aveva venduto un immobile a due coniugi, escludendoli espressamente da qualsivoglia diritto afferente l’area deputata a posteggio vetture che, invece, veniva alienata ad una società. Successivamente, nel 1976 detta superficie veniva rivenduta ad un istituto di credito. Con atto di citazione del 1993 proposto innanzi il Tribunale di Salerno i coniugi convenivano in giudizio gli eredi del costruttore, la società acquirente la zona parcheggio e l’Istituto di credito, chiedendo che fosse dichiarata tanto la nullità della clausola di esclusione di ogni diritto sull’area di parcheggio, quanto della vendita del 1976 intercorsa tra società e banca; richiedevano, ancora, che venisse dichiarata l’esistenza del loro diritto ad utilizzare l’area ed idonea garanzia d’accesso alla medesima, a mezzo di condanna della banca alla consegna delle chiavi.

Con l’occasione della proposizione del ricorso in Cassazione, i giudici hanno reiterato il principio, già espresso ex plur. Cass. n. 18179/10 e 5160/06,  in base al quale non sussiste dubbio alcuno circa il fatto che il diritto reale d’uso di cui si discorre nasce per un fenomeno d’integrazione del contenuto del contratto ex 1419, c. 2, c.c., cosicché, colpita da nullità la clausola che, riservando al venditore la proprietà esclusiva dell’area destinata a parcheggio, la sottragga alla sua destinazione, la clausola stessa viene automaticamente sostituita di diritto con la norma imperativa che sancisce il proporzionale trasferimento del diritto d’uso a favore dell’acquirente di unità immobiliari comprese nell’edificio.

(Giuliana Bano – g.bano@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Vado a stare da papà

Il tema, da sempre discusso, è tornato alla ribalta poiché il COA di Torino ha preso recentemente...

Contratti

Secondo un antico proverbio latino, se si vuole stabilire un accordo, è sempre bene metterlo nero s...

Contratti

La rivincita del promissario acquirente

Uno dei presupposti per richiedere la risoluzione di un contratto di locazione ad uso non abitativo,...

Contratti

X