Diritto Processuale Civile

Valore probatorio del certificato saldaconto

Cass., 2 dicembre 2011, Sez. I, n. 25857

Massima: “Nel procedimento a cognizione piena introdotto con l’opposizione a decreto ingiuntivo, ai sensi dell’art. 645 c.p.c., il certificato di saldaconto (a differenza di quanto previsto per la fase monitoria dall’art. 50 d.lg. 1º settembre 1993 n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia) ha valore indiziario e può assolvere l’onere della prova dell’ammontare del credito in forza della clausola, contenuta nel contratto di conto corrente, con la quale il cliente riconosca che i libri e le altre scritture contabili della banca facciano piena prova nei suoi confronti, trattandosi di clausola immune da nullità, agli effetti dell’art. 2698 c.c., in quanto non integrante una non consentita inversione dell’onere probatorio su diritti di cui le parti non possano disporre, né un aggravamento eccessivo dell’esercizio del diritto.” (leggi la sentenza per esteso)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

“L’inserimento del ISC nel contratto e nel documento di sintesi assolve ad una funzione merament...

Diritto Processuale Civile

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

In materia di notificazioni al difensore, a seguito dell’introduzione del domicilio digitale, cor...

Diritto Processuale Civile

Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

È stato dichiarato viziato da invalidità formale il processo esecutivo avviato senza che sia stata...

Diritto Processuale Civile

X