Diritto dell'Esecuzione Forzata

Validità delle operazioni di vendita oltre i termini imposti dalla delega

Trib. Padova, 9 ottobre 2015 (leggi la sentenza)

L’assioma sulla base del quale si fonda la sentenza in commento inerisce le potenziali conseguenze della violazione dei termini assegnati da parte del Giudice al Professionista Delegato ai fini del corretto svolgimento delle operazioni di vendita a lui rimesse. In modo particolare i termini assegnati da parte del G.E. ex art. 591-bis c.p.c. non incidono sulla potenziale validità delle attività dallo stesso compiute anche al di là del termine suddetto. Tuttalpiù, una violazione di tal genere, può in qualche maniera incidere sulla misura della liquidazione del suo compenso, alla stregua di quanto riportato ex art. 195 c.p.c. in ordine ai termini assegnati al consulente tecnico d’ufficio.

Con riferimento al caso di specie, nell’ambito della pronuncia e dunque dell’esecuzione presa in esame, la debitrice esecutata aveva presentato un reclamo ai sensi dell’art. 591 ter c.p.c., eccependo vizio di invalidità delle operazioni di vendita causa la prosecuzione delle stesse, da parte del notaio, ben oltre i termini indicati dalla delega emanata da parte del Giudice. Atteso che tale provvedimento disponeva che l’attività del delegato si dovesse esaurire nell’arco di due anni dalla data della comunicazione del provvedimento in oggetto – termine poi prorogato – il G.E. ha ritenuto congruo puntualizzare che i termini di cui all’art. 591bis c.p.c rilevano al solo fine di poter valutare la correttezza e la diligenza del Professionista Delegato e non, piuttosto, a far venir meno la sua operatività una volta decorso il termine indicato. Nel merito, il Giudice ha ritenuto di poter equiparare la fattispecie in esame a quella già prevista nella norma di cui all’art. 195 c.p.c. la quale prevede, a sua volta, che il superamento del termine assegnato all’esperto per il deposito dell’elaborato peritale determini delle conseguenze in ordine alla valutazione della sua diligenza professionale, riverberandosi, dunque, nella quantificazione del compenso che deve essere nei suoi confronti liquidato, ma non cagionando un’eventuale invalidità dell’attività compiuta. Ad ulteriore conferma di tale ricostruzione, interviene, inoltre, quanto disposto da parte dell’art 179 quater, terzo comma, disp. att. c.p.c., il quale presuppone che se da un lato il mancato rispetto dei termini previsti dalla delega può comportare una loro scadenza, lo stesso non vale per ciò che inerisce i poteri, che tramite essa, vengono conferiti da parte del Giudice. Detti poteri potranno esser persi, esclusivamente, nel momento in cui il G.E. intervenga provvedendo direttamente alla sua revoca.

In ragione di quanto esposto, il Giudice ha rigettato il reclamo, confermando la validità delle operazioni delegate anche al di là del termine previsto da parte della delega.

17 novembre 2015

Andrea Madaroa.madaro@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

La materia dell'indennità di espropriazione rientra nell'ordinamento civile e quindi è coperta dal...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Con una recente sentenza, la Cassazione ha chiarito quali siano le conseguenze - nell’ipotesi di ...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Attento a come quereli, il falso va provato!

L’introduzione del giudizio di merito, in caso di opposizione all’esecuzione e agli atti esecuti...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X