Diritto dell'Esecuzione Forzata

Validità della procura alle liti nell’opposizione agli atti esecutivi

Cass., 20 aprile 2015, Sez. III, n. 7997 (leggi la sentenza)

Con la pronuncia oggetto del presente commento la Suprema Corte di Cassazione ha affermato che il giudizio di opposizione agli atti esecutivi è sì diviso in due fasi, tuttavia conserva una unitaria struttura, stante il collegamento della eventuale fase di merito e della precedente fase sommaria. Dall’assunto appena esposto deriva pertanto che, qualora sia stata rilasciata una procura alle liti per l’opposizione agli atti esecutivi avanti al Giudice dell’esecuzione, la stessa si deve intendere conferita anche relativamente al successivo giudizio di merito, salvo che non vi sia una diversa ed esplicita volontà della parte di limitare il mandato alla fase sommaria.

Nel caso concreto affrontato dalla Corte di Cassazione il Tribunale di Bologna aveva dichiarato estinto un giudizio di opposizione agli atti esecutivi e di opposizione all’esecuzione accogliendo l’eccezione di estinzione dell’opposto fondata sulla circostanza che l’atto di citazione introduttivo del suddetto giudizio era stato notificato non alla parte personalmente, bensì al procuratore costituito nell’ambito della fase esecutiva. L’opponente proponeva quindi ricorso straordinario per cassazione. La corte ha ritenuto i motivi di ricorso fondati sostenendo che la procura apposta dal creditore sull’atto di precetto, con cui si attribuisce al difensore il potere di compiere tutte le attività necessarie ad ottenere la soddisfazione del credito, consente al legale di compiere anche gli atti relativi ad eventuali giudizio di opposizione che si possono interporre tra la pretesa esecutiva e la soddisfazione del credito, sia relativamente al primo grado che al grado di appello. La Cassazione ha proseguito evidenziando che la conseguenza del principio appena espresso è che nel caso in cui la procura con la relativa elezione di domicilio sia stata espressamente conferita per il giudizio di opposizione, la stessa, così come anche l’elezione di domicilio, resteranno valide per tutta la durata del giudizio, quindi sia nella fase cautelare avanti al giudice dell’esecuzione che nella eventuale fase di merito.

Dunque l’orientamento seguito dalla Corte prevede che la validità della procura, rilasciata nella fase cautelare, anche nella fase di merito, deriva da quello che è il collegamento funzionale tra le due fasi del giudizio di opposizione agli atti esecutivi. La fase cautelare si pone infatti come sussidiaria e propedeutica a quella eventuale di merito, in una unitarietà già sottolineata in precedenti pronunce (Cass., n. 13298/2010 e n. 22767/2010). Infine, la Suprema Corte di Cassazione ha precisato che la presunzione di cui all’ultimo comma dell’art. 83 c.p.c. si applica soltanto quando una procura alle liti sia stata rilasciata in modo del tutto generico o sia stata rilasciata con riferimento al “presente giudizio”. Pertanto, il mandato difensivo che sia stato rilasciato per la proposizione del ricorso in opposizione avanti al giudice dell’esecuzione si deve considerare conferito anche per il giudizio di merito ex art. 618 c.p.c. Allo stesso modo resta in essere l’elezione di domicilio fatta nella sede cautelare, il che comporta quindi la validità della notifica dell’atto di citazione introduttivo del giudizio di merito effettuata presso il procuratore costituito. La Corte ha quindi accolto il ricorso in relazione all’opposizione agli atti esecutivi cassando la sentenza impugnata e rinviando al Tribunale di Bologna.

19 giugno 2015

Stefano Scotti – s.scotti@lascalaw.com

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