Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

E’ valida la notifica eseguita al Collega di Studio

Con l’ordinanza in commento, la Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire nuovamente come la notifica di un atto eseguita presso il procuratore domiciliatario debba considerarsi valida anche allorquando l’atto stesso sia consegnato al collega di Studio.

Nel caso in esame, la Corte d’Appello di Palermo reputava tardiva l’impugnazione proposta presupponendo che la notifica delle sentenze di primo grado fosse stata ritualmente effettuata.

I ricorrenti, pertanto, impugnavano la predetta sentenza sostenendo come l’appello fosse stato proposto nei termini in quanto la relazione di notifica dava atto che la consegna delle sentenze di primo grado fosse avvenuta a mani di soggetto diverso dal procuratore domiciliatario, qualificatosi collega di studio di quest’ultimo, senza che inoltre venisse attestato il luogo della notifica.

La Suprema Corte, chiamata ad affrontare tali questioni, ha anzitutto ribadito come la notifica presso il procuratore domiciliatario sia da considerarsi valida anche allorquando l’atto venga consegnato al Collega di Studio.

L’art. 139, comma II, c.p.c., infatti, nell’includere fra i possibili consegnatari l’addetto all’ufficio del destinatario, richiede una situazione di comunanza di rapporti che, quale quella del professionista che ha in comune con il destinatario dell’atto lo stesso studio, faccia presumere che il primo porterà a conoscenza del secondo l’atto ricevuto.

In secondo luogo, la Corte ha chiarito che la notifica ex art. 139 c.p.c. deve essere necessariamente eseguita nei luoghi indicati da tale norma in quanto la certezza che la persona legata da rapporti di collaborazione con il destinatario provveda a trasmettergli l’atto ricevuto può ritenersi pienamente raggiunta soltanto se la consegna avvenga in un luogo comune al consegnatario ed al destinatario dell’atto.

Alla luce di tale principio, quindi, la notifica può considerarsi nulla soltanto se dalla relazione di notifica risulti che l’atto sia stato consegnato ad uno dei soggetti menzionati nell’art. 139 c.p.c. ma in un luogo diverso rispetto a quelli previsti dalla citata norma.

Cass., Sez. II Civ., 08 ottobre 2018, ordinanza n. 24681

Mirko La Cara – m.lacara@lascalaw.com

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