Crisi e procedure concorsuali

Valenza probatoria della domanda di ammissione nel giudizio ex art. 98 l.f.

Il ricorso con il quale, a norma della L.Fall., art. 93, si propone domanda di ammissione allo stato passivo non è un documento probatorio del credito e non può, pertanto, ritenersi compreso fra i documenti che, nell’ipotesi in cui il giudice delegato abbia respinto, in tutto o in parte, la domanda, devono essere prodotti a pena di decadenza.

La VI Sezione della Corte di Cassazione , con la sentenza n. 2561/16, è intervenuta sul tema, assai spinoso, relativo alla documentazione –  consentita  e necessaria – nel giudizio di opposizione allo stato passivo ex art. 98 L.F.

Nel caso oggetto della pronuncia in esame, la società ricorrente depositava domanda di ammissione allo stato passivo di un fallimento, deducendo di avere in precedenza agito in via monitoria e, a seguito dell’opposizione proposta dalla controparte, di avere ottenuto sentenza ad essa favorevole.

Il G.D. ex art. 97 L.F. escludeva il credito, non essendovi alcuna traccia dello stesso nella contabilità.

La creditrice proponeva ricorso in opposizione allo stato passivo ex art. 98 L.F., che, però, veniva rigettato dal Tribunale, stante la ritenuta assenza, tra i documenti allegati al ricorso, dell’originale o della copia conforme della domanda di ammissione al passivo a suo tempo depositata dall’opponente.

Il Tribunale, inoltre, precisava di non essere tenuto, in sede di opposizione, all’acquisizione della domanda stessa, inserita  nel fascicolo fallimentare.

L’opponente ricorreva in Cassazione.

La Corte Suprema, nell’accogliere il ricorso,ha statuito che la domanda di ammissione al passivo fallimentare del  credito non è un documento con valenza probatoria dello stesso.

Pertanto, nel caso in cui il Giudice Delegato, in sede di verifica,  non abbia accolto in tutto o in parte la domanda di ammissione, la stessa non deve essere prodotta a pena di decadenza  a corredo del ricorso in opposizione allo stato passivo; precisa la Corte che, nel caso di mancata allegazione della domanda in sede di opposizione, il Tribunale, se ne ravvisa la necessità, deve  provvedere d’ufficio alla sua acquisizione ovvero richiederne alle parti la produzione

A sostegno di quanto affermato, Gli Ermellini sanciscono l’operatività del principio dispositivo nel giudizio di opposizione allo stato passivo, sin dalla fase di verifica dei crediti, come in qualunque giudizio ordinario di cognizione a natura contenziosa e, pertanto, l’unico materiale probatorio ad esso riferibile è quello prodotto dalle parti o acquisito dal Giudice, ai sensi degli artt. 210 e 213 c.p.c.

Alla luce di quanto sopra, la Corte di Cassazione statuisce che “il ricorso con il quale , a norma della L.Fall., art. 93, si propone domanda di ammissione alo stato passivo non è un documento probatorio del credito e non può, pertanto, ritenersi compreso fra i documenti che, nell’ipotesi in cui il giudice delegato abbia respinto, in tutto o in parte, la domanda, devono essere prodotti a pena di decadenza, ai sensi della L. Fall., art. 99, comma 2, al momento del deposito del ricorso in opposizione. Ne deriva che, qualora, in sede di opposizione allo stato passivo, una copia della domanda di ammissione non risulti allegata né al fascicolo di ufficio, né a quello di una delle parti, il tribunale, che non sia in grado di ricostruire sulla scorta degli ulteriori atti processuali il contenuto di quella e che ne ritenga l’esame indispensabile alla decisione, deve provvedere alla sua acquisizione”.

Cass., sez. VI, 9 febbraio 2016, n. 2561 (leggi la sentenza)

14 marzo 2016

Attilio Creaa.crea@lascalaw.com

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