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Usura e vessatorietà: l’onere della prova è a carico del consumatore

Il Tribunale di Velletri si è pronunciato in materia di superamento del tasso soglia e vessatorietà delle clausole contrattuali.

In sede di opposizione a decreto ingiuntivo, il Cliente dell’istituto bancario ha lamentato il superamento del tasso soglia, nella misura in cui risulterebbe immanente allo stesso sistema di calcolo degli interessi di mora previsti nel contratto di credito al consumo, nonché la vessatorietà delle clausole ivi presenti.

L’Organo Giudicante ha affermato che “le doglianze mosse dagli opponenti confondendo la pattuizione relativa agli interessi moratori con quella inerente agli interessi convenzionali al fine di affermare l’usurarietà di questi ultimi, sono assolutamente prive di fondamento”.

Il percorso logico-argomentativo del Giudice si sviluppa lungo due direttrici: la prima tiene conto della formulazione letterale della clausola contrattuale in punto di calcolo degli interessi di mora, la seconda declina l’eccezione degli opponenti in termini di onere probatorio.

Anzitutto, “l’assunto secondo cui “emerge ictu oculi come il tasso degli interessi convenzionali applicato agli opponenti pari al 16;90% di mora superiore al tasso convenuto nel contratto di finanziamento” (v. citazione in opposizione pag. 2) riflette un’inammissibile confusione tra i due tipi di interesse che non trova il benché minimo riscontro nel documento contrattuale”.

Infatti, dal regolamento negoziale si evince che “le parti hanno specificatamente determinato l’ammontare degli interessi corrispettivi e quello degli interessi moratori, determinando il tasso di questi ultimi con una misura percentuale maggiorata rispetto al tasso di interesse corrispettivo”.

Ciò posto, tale meccanismo di calcolo “assume rilievo esclusivamente sotto il profilo della quantificazione del tasso ma non implica una sommatoria dell’interesse corrispettivo con quello moratorio, dato che quest’ultimo, sia pure determinato in punti di maggiorazione sull’interesse corrispettivo, comunque si sostituisce al primo”.

Sconfessata ancora una volta la tesi della sommatoria tra interessi moratori ed interessi corrispettivi, il Tribunale di Velletri  rileva come “l’assunto del superamento del tasso soglia è privo di riscontro probatorio, non avendo gli opponenti dimostrato l’avvenuto superamento del tasso specificatamente rilevante in relazione alla tipologia di operazioni attraverso la produzione dei decreti e delle rilevazioni aventi ad oggetto i tassi soglia, atteso che la natura di atti amministrativi dei suddetti decreti rende inapplicabile ad essi il principio iura novit curia (c. Cass. S.U., 29.4.2009, n. 9941)”.

Ribadito il consolidato orientamento giurisprudenziale in tema di onere probatorio avuto riguardo alla misura degli interessi, l’Organo Giudicante sottolinea la necessità che le doglianze siano commisurate alla reale portata del contratto al quale si riferiscono.

Infatti, anche la dedotta vessatorietà tout court delle clausole previste nel regolamento negoziale deve ritenersi pretestuosa.

E ciò nella misura in cui “non risultano indicate le specifiche clausole che assumerebbero tale carattere secondo la disciplina di cui agli artt. 33 e ss. D. Lgs. 206/2005 (cd Codice del Consumo)”.

Pertanto, la formulazione assolutamente generica ed imprecisa dell’eccezione sollevata in punto di vessatorietà delle clausole contrattuali non può condurre alla declaratoria di nullità delle stesse: premiare una tesi di tal fatta determinerebbe l’annullamento della tutela prevista dall’ordinamento a favore del consumatore, legittimando condotte meramente inadempienti.

Trib. Velletri, 13 ottobre 2016, n. 3027 (leggi la sentenza)

Pamela Balduccip.balducci@lascalaw.com

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