Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Usura: un altro No alla sommatoria tout court degli interessi corrispettivi e moratori

Esclusa natura usuraria dei mutui per sommatoria tassi e commissioni di estinzione anticipata. Confermata legittimità ammortamento c.d. alla francese.

Merita di essere segnalata l’interessante decisione resa dal Tribunale di Roma il quale, in conformità all’ormai consolidato orientamento prevalente della giurisprudenza in tema di pretesa usurarietà dei contratti di mutuo, ha innanzitutto escluso che possa procedersi alla sommatoria tout court degli interessi corrispettivi e degli interessi moratori ai fini della verifica dell’eventuale superamento del tasso soglia usura e ciò in ragione, per un verso, della loro diversa natura ontologica e funzionale e, per altro verso, della differente disciplina ad essi applicabile.

In particolare, sotto il primo profilo, il Tribunale di Roma, dopo aver precisato che “gli interessi corrispettivi costituiscono il corrispettivo previsto contrattualmente tra le parti per il godimento diretto di una somma di denaro, avuto riguardo alla normale produttività della moneta (cfr. Cass. 22 dicembre 2011, n. 28204), mentre gli interessi moratori rappresentano una liquidazione del danno causato dall’inadempimento o dal ritardato adempimento di un’obbligazione pecuniaria”, ha affermato che “il tasso di mora ha un’autonoma funzione risarcitoria per il fatto, solo eventuale e imputabile al mutuatario, del mancato o del ritardato pagamento e la sua incidenza va rapportata al protrarsi ed alla gravità della inadempienza, del tutto diversa dalla funzione di remunerazione propria degli interessi corrispettivi (cfr. Trib. Milano, 22 maggio 2014; Trib. Brescia, 16 gennaio 2014).

Quanto al secondo profilo, il Tribunale di Roma ha chiarito che “gli interessi moratori sono dovuti, a differenza di quelli corrispettivi, dal giorno della mora e a prescindere dalla prova del danno subito, ai sensi dell’art. 1224, primo comma, c.c., e vengono introdotti coattivamente ex lege, per il caso dell’inadempimento, anche in un rapporto contrattuale che non li abbia originariamente previsti, attesa la loro natura latamente punitiva.

Muovendo da tale evidenza, il Tribunale di Roma ha poi escluso che la verifica del superamento del tasso soglia usura possa essere compiuta cumulando il tasso degli interessi di mora ad altri costi e spese aventi natura corrispettiva (c.d. T.E.MO. –Tasso Effettivo Moratorio), al riguardo, il giudicante ha correttamente precisato che “l’interesse moratorio è satisfattivo dei danni da inadempimento e non costituisce un compenso per l’erogazione della somma oggetto del finanziamento”.

Ancora, il Tribunale di Roma ha affermato un principio molto interessante in tema di estinzione anticipata, precisando che nel calcolo effettuato ai fini della determinazione del tasso soglia non assume rilevanza la commissione di estinzione anticipata “in quanto l’indennità di estinzione anticipata del mutuo corrisponde ad una penale a cui non è applicabile la disciplina degli interessi usurari e che, quindi, non può essere utilizzata per individuare un particolare virtuale tasso da valutare in caso di estinzione anticipata del mutuo”.

Il Giudice ha altresì ritenuto insussistente anatocismo in relazione all’applicazione del metodo di ammortamento c.d. alla francese, rammentando “l’imputazione dei pagamenti prevalentemente in conto di interessi e solo in minima parte in conto capitale (nell’ammortamento alla francese la quota capitale è nelle prime rate molto bassa e cresce col tempo) risulta assolutamente rispondente alla regola prevista nell’art. 1194 c.c. il quale stabilisce che il debitore non può imputare il pagamento al capitale, piuttosto che agli interessi e alle spese, senza il consenso del creditore”.

Infine, il Tribunale di Roma ha infine ritenuto infondata “la tesi della nullità quale conseguenza della mancata o erronea indicazione dell’ISC/TAEG e dell’applicabilità, in detti casi, dell’117 TUB” evidenziando che “l’ISC/TAEG non costituisce un tasso di interesse o una specifica condizione economica da applicare al contratto di finanziamento, ma svolge unicamente una funzione informativa finalizzata a mettere il cliente nella posizione di conoscere il costo totale effettivo del finanziamento prima di accedervi”.

Trib. Roma, 20 febbraio 2020, n. 3768

Antonio Ferraguto – a.ferraguto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

L’insussistenza di alcun obbligo normativo volto ad indicare, nell’ambito dei contratti di mutuo...

Contratti Bancari

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Con una recente sentenza, la Corte d’Appello di Milano si è nuovamente pronunciata in merito alla...

Contratti Bancari

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Il Tribunale di Vicenza è tornato ad esprimersi in tema di commissione di estinzione anticipata, ri...

Contratti Bancari

X