Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Usura: la commissione di estinzione anticipata è un elemento accidentale del negozio

L’Ordinanza oggi commentata, è stata resa dal Tribunale di Torino all’esito di un ricorso ex art. 702-bis, nel quale lo Studio ha assistito un istituto di credito.

La ricorrente, con riferimento ad un contratto di mutuo ipotecario, eccepiva l’applicazione di tassi di interesse, oneri e spese, cumulativamente superiori al tasso soglia vigente al momento della stipula del contratto stesso.

In particolar modo, la controparte, si soffermava sull’incidenza del costo della commissione di estinzione anticipata del mutuo, asserendo che, nella fattispecie in esame, l’eventuale estinzione anticipata del rapporto comporterebbe che il TAEG del mutuo (valore che, come evidenziato anche dallo stesso Giudicante, non può riguardare la disciplina antiusura, per la quale rileva soltanto il TEG) verrebbe a superare il tasso soglia, con le conseguenze note.

Il Tribunale di Torino, nel ritenere infondata la tesi costruita dalla ricorrente, ha affermato che: “ Sostenere, infatti, che il tasso soglia ex L. 108/1996 sarebbe superato per effetto dell’inclusione nel TAEG dell’incidenza percentuale della penale per l’estinzione anticipata del mutuo, finisce per postulare una sorta di “tasso sommatoria” fra voci affatto eterogenee per natura e funzione, quali gli interessi corrispettivi e la penale. […] Gli interessi attengono alla fase “fisiologica” del finanziamento: essi remunerano la Banca per il prestito richiesto dal mutuatario ed hanno un’applicazione certa e predefinita, legata all’erogazione del credito, costituendo, in ultima analisi, il “costo del denaro” per il mutuatario; la penale per estinzione anticipata del mutuo, di contro, costituisce un elemento accidentale del negozio, avendo natura eventuale ed essendo funzionale ad indennizzare il mutuante dei costi collegati al rimborso anticipato del credito (rectius, del mancato guadagno). Ipotizzare una sommatoria di questi due addendi pare essere ancora più paradossale della classica sommatoria degli interessi corrispettivi e moratori.”

Da ultimo, Il Giudicante rende tale pronuncia ancor più degna di nota affermando che: “ove pure si volesse ipotizzare la plausibilità di una sommatoria che postula la sommatoria di interessi per il pagamento regolare del mutuo e della penale finalizzata a non pagare più quegli interessi, essa non potrebbe avere rilevanza che nel momento in cui, in concreto, si verificasse la situazione di fatto che varrebbe a condurre alla violazione del limite di legge, poiché solo in tale momento si verificherebbe la trasformazione del TAEG da legittimo a usurario.”

Trib. Torino, Sez. VI, ordinanza di rigetto, 4 aprile 2016 (leggi l’ordinanza)

Giovanni Prestipinog.prestipino@lascalaw.com

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