Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Usura ed interessi di mora: conferme dal Tribunale di Marsala

La sanzione di nullità (ex art. 1815 secondo comma c.c.) derivante dall’eventuale usurarietà del tasso moratorio non può essere la non debenza di qualsiasi interesse, bensì semplicemente dei soli interessi moratori.

Tale principio viene ribadito dal Tribunale di Marsala con la recentissima sentenza n. 1063/2016 pubbl. il 31/12/2016 RG n. 2506/2014, pronunciata all’esito di un giudizio ove il nostro Studio ha assistito un Istituto di credito.

Nel caso di specie, parte attrice ha agito in giudizio per ottenere la “restituzione” degli interessi versati in esecuzione di un contratto di mutuo con la Banca, assumendo essere state convenute competenze – con particolare riferimento agli interessi moratori – usurari.

La banca ha contestato le asserzioni attoree, essenzialmente, escludendo l’usurarietà ex adverso denunciata e, comunque, la fondatezza della domanda di ripetizione, non avendo controparte corrisposto, nel corso del rapporto, interessi moratori.

Il giudice di prime cure ha disposto il rigetto delle pretese avversarie evidenziando, in particolare, due aspetti significativi.

Il primo luogo ha valorizzato – potremmo dire anche in contro-tendenza con gli ultimi arresti giurisprudenziali – la presenza della clausola di salvaguardia nel contratto di mutuo.

Sul punto, precisamente ha evidenziato che “Osta, infatti, all’accoglimento della domanda attorea la previsione, innanzi tutto, nel contesto della mentovata pattuizione di cui all’art. 8 del contratto in atti di una espressa clausola di salvaguardia (omissis) Il tenore di siffatta convenzione induce ad escludere l’usurarietà “a monte” del tasso di interessi moratori concretamente pattuito e, pertanto, la invocata, dagli attori, illegittimità della relativa previsione”.

In secondo luogo, come accennato nella parte iniziale del commento, ha ribadito un principio già più volte espresso dalla giurisprudenza, in tema di ripetibilità degli interessi (corrispettivi e di mora) in caso di superamento del tasso soglia usura.

Il magistrato, sul punto ha sottolineato  che ”Individuando, infatti, le relative (e distinte) clausole autonomi paradigmi negoziali destinati ad applicarsi in alternativa tra loro – l’uno allo scopo di regolamentare la fisiologica restituzione rateale delle somme mutate, mentre l’altro destinato ad operare soltanto in presenza di uno sviluppo patologico del rapporto, per l’ipotesi di inadempimento del mutuatario – l’eventuale invalidità di quest’ultima clausola negoziale importerebbe la non debenza, in base alla regola di cui all’art. 1815 comma 2 c.c., dei (soli) interessi moratori, ma non inciderebbe sulla validità ed efficacia della clausola attinente agli interessi compensativi che, se convenuti entro il tasso soglia, continuano ad essere dovuti nel rispetto del piano di ammortamento rateale, con effetto preclusivo all’accoglimento di domande tese all’esenzione dell’obbligo per il futuro o alla restituzione degli importi in precedenza corrisposti (cfr. Trib. Palermo, 12.12.2014).”

Paola Maccarronep.maccarrone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Nell’ambito delle cessioni di credito “in blocco” stipulate ai sensi dell'articolo 4 della L. ...

Contratti Bancari

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Secondo una recente ordinanza del Tribunale di Monza, relativa ad un procedimento d’urgenza seguit...

Contratti Bancari

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Sono molte le questioni affrontate dalla sentenza in commento, resa dal Tribunale di Pistoia all’e...

Contratti Bancari

X