Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Usura e cumulo degli interessi: delitto e castigo (a Roma)

Nella sentenza in commento vengono confermati i più recenti orientamenti, che ormai potremmo definire consolidati, legati alle contestazioni su conto corrente e contratto di mutuo.

Quanto al rapporto di conto corrente, nella vertenza sottoposta al Giudice dott.ssa Centofanti,
veniva contestata la capitalizzazione periodica degli interessi e si sosteneva l’indeterminatezza e
l’usurarietà dei tassi applicati. Il Giudice, dapprima, dichiarava inammissibile la domanda di ripetizione di indebito proposta dall’attrice poiché il conto era ancora in essere al momento della decisione.

In secondo luogo, sottolineava la estrema genericità delle altre contestazioni sollevate dal correntista e il mancato assolvimento dell’onere della prova. Il motivo? Non erano strati prodotti in giudizio gli estratti
conto relativi a tutto il periodo di svolgimento del rapporto, dall’inizio sino alla notifica dell’atto di
citazione: “per tale ragione, non si sarebbe comunque potuti pervenire alla rideterminazione del
saldo del rapporto”.

Con riferimento al contratto di mutuo, stipulato con atto pubblico nel 2007, l’attrice sosteneva la
pattuizione di tassi superiori alla soglia prevista dalla normativa. Tuttavia, a tale risultato la
mutuataria perveniva sommando interessi di mora e interessi corrispettivi. Il Tribunale di Roma bocciava la tesi del cumulo “in ragione del fatto che, in ipotesi di applicazione
degli interessi moratori, questi ultimi si sostituiscono e non si sommano ai primi”.

Quanto al presunto effetto anatocistico che sarebbe derivato dal piano di ammortamento alla
francese, il Giudice riteneva che “nessuna capitalizzazione di interessi si verifica nell’ipotesi in
questione. In conformità all’orientamento prevalente della giurisprudenza di merito, si ritiene,
infatti, che debba escludersi che la previsione di un piano di ammortamento con rata costante e
rimborso graduale del capitale implichi l’applicazione di interessi anatocistici, giacché gli interessi
sul capitale in un dato periodo non si sommano al capitale: al contrario, sono calcolati sul solo
capitale residuo e alla scadenza della rata non vengono capitalizzati, ma solo pagati in quota
interessi con la rata di rimborso del mutuo”.

Il Tribunale di Roma rigettava quindi le domande dell’attrice e la condannava al pagamento delle
spese di lite.

Tribunale di Roma, 20 febbraio 2019, n. 3924

Alessandra Buccolieri – a.buccolieri@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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