Diritto Processuale Civile

Un timbro e la tempestività della notificazione è dimostrata

Cass., Sez. VI, 20 ottobre 2015, n. 21281 (leggi la sentenza)

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21281 depositata il 20 ottobre 2015, è stata chiamata a pronunciarsi sulla tempestività della notificazione e ha affermato che “per il notificante la prova della tempestività della notificazione è fornita in maniera sufficiente dal timbro dell’ufficiale giudiziario apposto sull’atto, recante l’indicazione della data e del numero cronologico, anche se privo di sottoscrizione.

Nel caso de quo, la Corte di Appello aveva dichiarato inammissibile l’appello, rilevando che la sentenza di primo grado era stata notificata il 16/01/2012, mentre l’appello era stato notificato il 16/02/2015, oltre quindi il termine breve di trenta giorni previsto per proporre appello.  Avverso tale sentenza l’appellante proponeva ricorso in cassazione.

La Suprema Corte richiama la pronuncia n. 477/2002 della Corte Costituzionale in cui viene sancito il principio di scissione del momento in cui si perfeziona la notificazione di un atto. Secondo tale principio gli effetti della notifica possono verificarsi per il richiedente e per il destinatario in momenti diversi. Invero può succedere che anche se il richiedente ha rispettato il termine per la notifica questo non sia sufficiente affinché l’atto giunga tempestivamente nella disponibilità del destinatario, in quanto possono determinarsi ritardi nella consegna non imputabili al richiedente, ma dovuti a interferenze nell’iter di consegna o a negligenza di terzi. In questi casi, la notifica si perfeziona per il richiedente nel momento in cui lo stesso consegna l’atto all’ufficiale giudiziario ed è sufficiente per il notificante dimostrare l’avvenuta consegna per la notifica. L’interesse del destinatario e le garanzie di conoscibilità da parte di quest’ultimo devono, infatti, contemperarsi con l’interesse del richiedente a non subire congruenze negative  quando il ritardo sia dovuto all’ufficiale giudiziario o ad altra causa indipendente del richiedente.

Pertanto, prosegue la Corte di Cassazione, secondo un orientamento ormai consolidato in giurisprudenza e confermato dalla sentenza delle Sezioni Unite n . 14294 del 20 giugno 2007, è sufficiente quale prova che dimostri l’avvenuta consegna, il timbro apposto dall’ufficiale giudiziario sull’atto da notificare, che riporta il numero cronologico, la data e la specifica delle spese di notifica, anche se privo di sottoscrizione. Come precisa la Corte, le risultanze del registro cronologico che l’ufficiale giudiziario deve tenere ex art. 116 DPR n.1229/1959 fanno fede fino a querela di falso e solo in caso di contestazione della conformità al vero di quanto dal timbro indirettamente risulta, lidoneità probatoria dello stesso viene meno e  l’interessato deve farsi carico di esibire idonea certificazione dell’ufficiale giudiziario.

Di talchè, nel caso in esame, la Suprema Corte, rilevato che il timbro apposto a margine, recante numero cronologico e data, è idoneo a dimostrare la tempestività dell’impugnazione, accoglie il ricorso, con cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla Corte di Appello.

29 ottobre 2015

Roberta Ponzoni – r.ponzoni@lascalaw.com

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