Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Un giudice più scrupoloso

Qualora la domanda di insinuazione al privilegio ipotecario non contenga alcuna descrizione o indicazione del bene oggetto della prelazione ipotecaria, non è legittima la degradazione al chirografo del credito quando il Giudice possa individuare il bene ipotecato dall’esame della documentazione allegata alla domanda di ammissione.

Con ordinanza del 02.10.2019, la Corte di Cassazione ha accolto le doglianze della Banca, cassando la pronuncia di merito a mezzo della quale il Tribunale di Roma aveva respinto l’opposizione allo stato passivo e qualificato come chirografario il credito insinuato al privilegio ipotecario.

Nella specie, il Giudice di prime cure aveva ritenuto dirimente la mancata indicazione e descrizione nella domanda del bene oggetto della prelazione ipotecaria, senza tuttavia aver tenuto conto che il bene in questione era specificatamente descritto nel contratto di mutuo prodotto dalla Banca opponente con la domanda di ammissione al passivo.

Il Giudice di legittimità ha rilevato come il titolo della prelazione e la descrizione del bene sul quale essa si esercita (se questa ha carattere speciale ex art. 93, comma 3, n. 4 l.f.), seppur non esplicitati nella domanda di ammissione, possano comunque essere desunti dai documenti allegati alla domanda di ammissione.

Alla luce di quanto detto, il Giudice Delegato è chiamato a vagliare, con riferimento all’indicazione del bene oggetto della prelazione ipotecaria, le complessive indicazioni contenute nella domanda di ammissione e nei documenti a questa allegati. Si auspica che ciò possa agevolare i creditori nell’assolvimento del proprio onere probatorio.

Cass, sez. VI, 13 Dicembre 2019, n. 33008

Giuseppe Avino – g.avino@lascalaw.com

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