COVID-19: udienze telematiche e protocolli d’intesa

Come riferito da Iusletter con l’articolo del 9 c.m., con delibera del 26 marzo scorso, intitolata “Linee guida agli Uffici Giudiziari in ordine all’emergenza COVID 19”, adottata dopo una apprezzabile “interlocuzione con la DGSIA (Direzione Generale dei Servizi Informativi Automatizzati) ed il CNF (Consiglio Nazionale Forense)”, il CSM aveva raccomandato, tra l’altro, per le udienze da svolgersi mediante collegamenti da remoto o con modalità di trattazione scritta a distanza, di promuovere la stipula di protocolli con i Consigli dell’ordine degli avvocati locali, sì da individuare modalità condivise di partecipazione da remoto di tutti i soggetti del processo, ovvero modalità condivise della gestione dell’udienza a cd. trattazione scritta.

In calce alla delibera venivano proposte ipotesi di protocollo, redatti previa consultazione del CNF, volte a individuare modalità condivise di partecipazione alle udienze da remoto di tutti i soggetti del processo, nel tentativo di garantire uniformità sul territorio nazionale. Si trattava di mere indicazioni operative con finalità di organizzazione delle attività giurisdizionali, senza naturalmente limitare in alcun modo l’interpretazione delle norme, rimessa ai magistrati.

Questo apprezzabile suggerimento è stato già accolto da diversi Uffici giudiziari e sta per essere attuato da altri, auspichiamo con la massima estensione possibile. Per brevità e per evitare omissioni di menzione di analoghe pratiche già in atto, ci limitiamo qui a commentare a titolo esemplificativo uno tra i primi di tali Protocolli.

In particolare, ci occupiamo in questa sede del “protocollo per la trattazione delle udienze civili mediante scambio di note scritte e mediante collegamenti da remoto” siglato tra il Tribunale e l’Ordine degli Avvocati di Torino che offre un prezioso contributo sia in termini di affermazioni di principio che di suggerimenti pratici.

Esso è introdotto dall’apprezzabile premessa che tale protocollo, volendo dare attuazione alla citata delibera del CSM, “è stato predisposto all’esito di una interlocuzione dell’ufficio con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino e con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino” e “tiene conto altresì della proposta di protocollo “generale” predisposta dal Consiglio Nazionale Forense di concerto con il Consiglio Superiore della Magistratura”, individuando così espressamente le basi di queste indicazioni su una collaborazione tra Magistrati e Avvocati che costituisce un importante segnale, nel senso di un’auspicabile cooperazione tra i protagonisti del processo, come già raccomandato dal CSM, nel superiore comune interesse della Giustizia.

Il Protocollo contiene quindi contiene quindi indicazioni per le cause trattate con il rito ordinario, il rito del lavoro, il rito sommario ex art. 702 bis c.p.c. e il rito cautelare uniforme.

Si disciplina la modalità di svolgimento delle udienze “mediante scambio di note scritte”, che dovrà essere disposta, in via preferenziale rispetto alle altre modalità di trattazione, e salva diversa valutazione del giudice, nei seguenti casi:

2.a) udienza di mera precisazione conclusioni;

2.b) udienza di ammissione delle prove;

2.c) udienza di giuramento del CTU e udienze nei procedimenti di ATP;

2.d) udienza di trattazione all’esito del deposito della CTU.

Il Protocollo prevede, inoltre, in sintesi che l’udienza mediante scambio di note scritte potrà altresì essere disposta dal giudice, e qualora non ritenga più opportuna la trattazione da remoto o quella tradizionale, anche nei seguenti casi:

  1. e) udienza di discussione nei procedimenti rito sommario ex art. 702 bis;
  2. f) trattazione di procedimenti cautelari;
  3. g) udienza di discussione nel rito ordinario e nel rito lavoro
  4. h) trattazione di istanze interinali e cautelari da trattarsi anche anticipatamente

rispetto alla data di prima udienza;

  1. i) udienze ex art. 183 e art. 420 c.p.c.
  2. j) ulteriori udienze, in cause in cui le parti siano già costituite.

Quanto precede viene disposto innanzitutto per la fase fino al 30 giugno, prevedendo però che “per quanto attiene alle udienze fissate a partire dal 1° luglio 2020 e sino alla fine della fase emergenziale, per le cause di cui al paragrafo precedente si potrà provvedere alla trattazione scritta dei processi, salvo che anche uno solo degli avvocati costituiti faccia richiesta di trattazione orale”, sulla quale deciderà il giudice fissando udienza da remoto o mediante presenza fisica.

Per quanto riguarda la trattazione delle udienze da remoto, premesso realisticamente che “l’efficiente trattazione delle udienze da remoto richiede adeguata formazione dei soggetti coinvolti e disponibilità di assistenza tecnica”, si stabilisce che il Tribunale “darà corso a sperimentazioni di questa modalità di trattazione e a una sua progressiva introduzione in misura proporzionata alle competenze acquisite da magistrati e avvocati e alla disponibilità di assistenza tecnica”.

Si lascia quindi al giudice di optare per questo tipo di udienza, tenuto conto della superiore premessa, per le udienze ordinarie e per tutti i casi in cui non sia ritenuto opportuna la trattazione scritta.

Vengono poi concordate modalità e tempistica di fissazione e di svolgimento delle udienze sia mediante trattazione scritta, sia con comparizione da remoto, in modo da stabilire un criterio comune per la gestione delle udienze con modalità condivise.

Ci sembra, in conclusione, che l’indicazione del CSM di condividere tra gli attori del processo linee guida di principio per la modalità di svolgimento delle udienze, in attuazione di quanto previsto dalla normativa speciale in costanza di emergenza Coronavirus, sia molto apprezzabile e da perseguire, come è stato fatto con il Protocollo in esame.

Anche perché i protagonisti del processo su base territoriale sono meglio in grado di interpretare in concreto le esigenze locali, potendo scegliere – tra le ipotesi previste dalla Legge (cfr. ns. articolo del 23 marzo sul Decreto 18/2020)- le più adeguate a garantire il più rapido e migliore svolgimento dei processi anche in questo momento di emergenza sanitaria, dovendosi attuare il più velocemente possibile le soluzioni telematiche individuate dalla Legge per consentire un regolare svolgimento dell’attività giurisdizionale, senza limitarsi al mero rinvio delle udienze.

Antonio Ferraguto – a.ferraguto@lascalaw.com

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