Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Udienza con trattazione scritta ai tempi del Covid

Pur in assenza di un’espressa previsione legislativa ad hoc ma nel quadro delle finalità perseguite dalla decretazione d’urgenza, appare ragionevole l’equiparazione tra mancato deposito della nota scritta ai sensi dell’art. 83, 7° co., lett. h), d.l. n. 18/2020 (poi convertito in l. n. 27/2020) o mancata partecipazione all’udienza mediante collegamento da remoto e mancata comparizione fisica all’udienza”

Questo è il principio di diritto espresso dall’ordinanza della Seconda Sezione Civile del Tribunale di Bologna.

La questione giuridica trae origine dal giudizio ordinario di merito instaurato avanti il Tribunale di Bologna, in cui, alla prima udienza, le parti congiuntamente avevano chiesto al Giudice un rinvio in pendenza di trattative. Il Giudice differiva la prima udienza al 21.05.2020 e con ordinanza 01.04.2020 disponeva la trattazione scritta dell’udienza ai sensi dell’art. 83, 7° co., lett. h), d.l. n. 18/2020 (poi convertito in l. n. 27/2020) ordinando lo svolgimento della stessa in assenza delle parti ed assegnando termine per note scritte sino al 7 maggio 2020 all’attrice e sino al 14 maggio 2020 ai convenuti.

All’udienza del 21.05.2020 il Giudice, preso atto della corretta comunicazione ai difensori delle parti dell’ordinanza del 01.04.2020, rilevava che nessuna delle parti in causa aveva depositato le note scritte richieste ed equiparava tale omissione alla mancata comparizione delle parti in udienza, rinviando quindi la causa ai sensi dell’art. 309 c.p.c. al 29.05.2020, disponendo che anche tale udienza venisse trattata in modalità scritta e concedendo nuovi termini alle parti per il deposito di note.

Il Giudice motivava tale decisione precisando che essa rispecchia appieno le finalità perseguite dal legislatore con la decretazione d’urgenza, ossia quella di consentire lo svolgimento, anche durante l’emergenza sanitaria, delle udienze, dando al Giudice strumenti alternativi per lo svolgimento delle stesse (videoconferenza o trattazione scritta).

Nell’ordinanza in commento il Giudice ha ritenuto, anche in assenza di un’espressa previsione legislativa, di poter applicare ai processi trattati con le modalità stabilite dal d.l. 18/2020 le norme generali del processo civile di primo grado, quali sono gli artt. 181 e 309 c.p.c., ovviamente con i dovuti adattamenti quanto alla individuazione dei presupposti di fatto, in questo caso il mancato deposito delle note, e ciò in quanto è necessario bilanciare da una parte la necessità di rispettare le indicazioni igienico-sanitarie e le precauzioni imposte dall’emergenza epidemiologica, dall’altro l’interesse delle parti in causa allo svolgimento delle attività giudiziarie e alla conclusione del processo nel minor tempo possibile.

Una diversa interpretazione delle norme potrebbe infatti portare, secondo il giudicante, alla paradossale situazione in cui la causa prosegua anche se le parti non vi hanno più interesse nonchè ad un irragionevole speco di risorse, con svolgimento di attività superflue da parte di giudici e cancellerie, cosa che andrebbero a discapito della trattazione delle altre cause.

Circostanza ben diversa sarebbe quella in cui l’ordinanza di trattazione scritta venisse comunicata alle parti oltre i termini indicati dal Giudice o non venisse proprio comunicata. In tal caso, ovviamente, l’omissione del deposito delle note scritte non potrebbe portare all’applicazione delle disposizioni di cui agli artt. 181 e 309 c.p.c.

Onere del Giudice sarà pertanto sempre quello di verificare che l’ordinanza che dispone la trattazione scritta sia stata comunicata alle parti in tempi congrui a permettere il deposito delle note. In caso contrario l’udienza andrà rinviata.

Trib. Bologna, Sez. II, 21 maggio 2020

Stefania Pasi – s.pasi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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