Troppi schiamazzi: il Comune risarcisce il danno da “movida”

Giustizia è stata fatta per i residenti di un quartiere molto conosciuto per lo svago e il divertimento notturno, oramai stanchi di non dormire più la notte.

Il Tribunale di Torino ha condannato il Comune a risarcire i danni subiti, anche quelli non patrimoniali.

I cittadini residenti in tale zona convenivano in giudizio il Comune chiedendo al Tribunale di ordinare la cessazione immediata delle immissioni sonore eccessive, ovvero di adottare le misure necessarie per ricondurre tali immissioni entro limiti di normale tollerabilità, con previsione di una penale per ogni giorno di ritardo nell’adempiere a tale ordine, nonché il risarcimento del danno non patrimoniale subito, da liquidarsi in via equitativa.

Secondo la prospettazione dei ricorrenti, a partire dalle Olimpiadi invernali del 2006 il quartiere sarebbe diventato, per volere del Comune, la principale zona di svago e incontro notturno, con conseguente superamento, più volte registrato dalle autorità competenti in successive relazioni a partire dal 2013, dei limiti di immissione sonora.

Il Comune si è difeso sostenendo di aver posto in essere atti e controlli finalizzati a garantire la pacifica convivenza dei cittadini e il rispetto delle regole.

Il Tribunale ha ritenuto che i fatti esposti dai ricorrenti fossero pacifici.

In corso di causa, la perizia fonometrica ha indicato che il limite differenziale notturno, all’interno delle abitazioni a finestre aperte, fosse sempre superato, e la causa dell’inquinamento acustico è stata identificata in quei comportamenti definibili come “movida”.

Le immissioni rumorose hanno costituito solo parte del problema per i residenti, che hanno altresì lamentato la sporcizia, i danni alle auto, la confusione generata dalla quantità di persone.

I ricorrenti, oltre al risarcimento del danno, hanno richiesto la condanna del Comune a mettere in atto concrete misure di “contenimento”.

Il Tribunale se da un alto non ha accolto tale richiesta di (in quanto è compito discrezionale dell’Ente Pubblico, a cui il Giudice non può sostituirsi), dall’altra ha riconosciuto il risarcimento dei danni “non patrimoniali” subiti dai residenti della zona quantificati in ben € 500,00 – per ogni mese di disagio subito – in favore di ciascun ricorrente.

Il Tribunale ha infatti così concluso “il danno non patrimoniale conseguente a immissioni illecite è risarcibile indipendentemente dalla sussistenza di un danno biologico documentato, quando sia riferibile alla lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione e al diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini quotidiane, trattandosi di diritti costituzionalmente garantiti”.

Trib. Torino, 15 marzo 2021, n. 1261

 

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Vado a stare da papà

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un supermercato a cui era stato ingiunto il pagame...

Responsabilità Civile

Vado a stare da papà

Con l’ordinanza n. 27703/20, depositata il 3 dicembre, la Corte di Cassazione ha definito i limiti...

Responsabilità Civile

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione è tornata a trattare il tema, sempre attuale, del...

Responsabilità Civile

X