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Il Tribunale di Bologna tra forma scritta del contratto, piano di ammortamento e usura

Il Tribunale di Bologna, con sentenza del 18 giugno, ha confermato alcuni principi fondamentali per il contenzioso relativo a crediti di consumo.

Il Giudice, nell’affrontare le questioni sottese alla decisione di una causa di opposizione a decreto ingiuntivo, ha aderito alle difese svolte dalla banca creditrice in tema di forma scritta del contratto, ribadendo che nei contratti bancari – finanziari è sufficiente la sottoscrizione del cliente, in quanto “fungendo la forma scritta da veicolo conoscitivo del contenuto del regolamento negoziale, la sola sottoscrizione rilevante e significativa è quella del cliente, poiché il consenso dell’intermediario è desumibile attraverso comportamenti concludenti”.

Rilevante anche la statuizione del Tribunale in merito alla mancata allegazione del piano di ammortamento al contratto.

Sul punto, la sentenza ha rilevato che “tale documento assume i caratteri dell’essenzialità solamente qualora il testo contrattuale e le relative clausole risultino carenti del requisito della determinatezza o determinabilità dei contenuti e degli oneri collegati al finanziamento; viceversa, qualora dal documento contrattuale emergano chiaramente le relative condizioni economiche, il piano di ammortamento non risulta essenziale ai fini della validità del contratto”.

Inoltre, il Tribunale ha avuto modo di soffermarsi sulle eccezioni sollevate dall’opponente in relazione al piano di ammortamento alla francese, secondo cui tale modalità di ammortamento sarebbe illegittima in quanto fonte di anatocismo.

La decisione in commento ha rigettato in pieno la contestazione del debitore, affermando che “l’applicazione del sistema all’italiana, in quanto funzionalizzato a disvelare un presunto anatocismo insito nel sistema di ammortamento alla francese, risulta privo di pregio”.

In ultimo, il Giudice ha rigettato l’eccezione sollevata in punto di usura, ricordando che questa deve essere verificata con esclusivo riferimento al momento genetico del contratto: “La verifica dell’usura va svolta alla luce del TAEG così come pattuito, in quanto tale dato indica il costo globale del finanziamento”.

Tribunale di Bologna, 18 giugno 2019, n. 1428

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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