Persone e Famiglia

Trib. Trani, 23/10/2010: Il mantenimento dei figli da parte degli ascendenti

– di Salvatore Mezzanotte, in Giurisprudenza Civile, n. 3/11, pagg. 676-687

La configurazione moderna della famiglia cosiddetta “mononucleare”, formata cioè da padre, madre e figli, reca in se la regola che i mezzi economici disponibili per fronteggiare le connesse esigenze siano impiegati tutti in comune e ripartiti conformemente all’unico criterio della solidarietà latu sensu intesa. Oltre i confini familiari appena delineati, lo spirito di partecipazione e di aiuto reciproco subisce una brusca attenuazione, rimanendo circoscritto alle sole ipotesi limite di soccorso rappresentate dall’obbligazione alimentare.
Le decisione in esame, rese dal Tribunale di Trani in data 13 aprile e 23 luglio 2010 (leggi la massima), esaminano gli aspetti salienti della problematica ed affrontano la questione delle relazioni patrimoniali tra nonni, genitori e nipoti in situazioni patologiche della vita familiare alla luce del disposto di cui all’art. 148 c.c.
Lo studio del concorso degli ascendenti negli oneri richiede un approfondimento preliminare sul tema che ne costituisce l’oggetto, vale a dire il mantenimento dei figli.
La costituzione del rapporto di filiazione fa sorgere in capo ad entrambi i coniugi l’obbligo, tra gli altri, di mantenere la prole, il quale trova fondamento giuridico nell’art. 147 c.c. rubricato “doveri verso i figli”, che impone ai coniugi di mantenere, istruire ed educare i figli tenendo conto delle loro molteplici esigenze, capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni.
L’art. 148 c.c. disciplina il concorso degli ascendenti nell’adempimento degli obblighi di mantenimento verso la prole, in base alla capacità di lavoro individuale sia professionale che casalingo, il che significa tenere conto non soltanto dei redditi effettivi e delle risorse economiche reali, ma anche dei redditi potenziali cioè che il genitore ha la capacità di conseguire.
Pertanto, nell’ipotesi di impossibilità di contribuire al mantenimento dei figli, l’obbligo di trasferisce integralmente sull’altro genitore. E quando entrambi i genitori non hanno mezzi comuni o personali per assicurare ai figli il sostentamento, la norma in commento stabilisce che siano gli ascendenti, ovvero i nonni, a dover fornire detti mezzi.
Non è indispensabile che i genitori omettano totalmente di provvedere al mantenimento della prole per configurarsi l’ipotesi prevista dall’art. 148 c.c., essendo sufficiente che si verifichi un apporto contributivo inadeguato e deficitario da parte del nucleo genitoriale. Per questo la sussidiarietà è definita parziale.  
Dal quadro normativo richiamato e dallo scenario giurisprudenziale e dottrinale esaminato dall’Autore, emerge che l’obbligo in capo ai nonni di contribuire al mantenimento dei nipoti trova pieno accoglimento e costituisce valido ed efficace strumento posto a salvaguardia della prole.
La particolare attenzione rivolta a quest’ultima non ha impedito, però, al Tribunale pugliese di asserire che l’espressione legislativa deve essere letta nel senso meno oneroso per gli ascendenti, a dimostrazione della propensione a contemperare tutte le posizioni in conflitto. È questo uno dei passaggi più significativi delle decisioni in commento, cui va riconosciuto il pregio di aver trattato un argomento intricato, riuscendo ad individuare una soluzione equilibrata. 

(Valeria Bano- v.bano@lascalaw.com

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