Diritto Processuale Civile

Trasferimento di domicilio: la notificazione deve ritenersi nulla, e non inesistente, tutte le volte che risulti attestata una relazione tra il luogo di notifica ed il destinatario dell’atto

Cass., Sez. III Civile, 17 luglio 2014, n. 16402 (leggi la sentenza per esteso)

È questo uno dei principi di diritto espressi nella recentissima sentenza n. 16402/2014, depositata in data 17 luglio 2014 dalla Suprema Corte di Cassazione, la quale, dopo aver chiarito la differenza tra l’inesistenza e la nullità della notificazione di un atto del processo, ha affermato che: “è nulla, e non inesistente la notificazione eseguita in un domicilio dal quale il destinatario si è trasferito, quando nella relazione di notificazione l’ufficiale giudiziario abbia attestato che il destinatario stesso sia assente”.

La vicenda giunge in Cassazione all’esito di un giudizio promosso avanti il Tribunale di Rimini a causa della sottosima di un danno, cui aveva fatto seguito il successivo giudizio di gravame, in cui l’appellato – contumace in primo grado – si era costituito tardivamente eccependo l’inesistenza (e non la nullità) della notificazione, poiché eseguita in un luogo dal quale egli si era trasferito ormai da due anni.

In tale contesto, peraltro, la Corte d’Appello di Bologna aveva accolto l’eccezione del convenuto dichiarando  “l’inesistenza della citazione e della sentenza”.

La Corte di Cassazione, tuttavia, riesaminando i punti saldi ricostruiti in materia dalla costante giurisprudenza di legittimità, ha affermato che: “è principio pacifico che la notificazione d’un atto processuale sia inesistente, e non nulla, quando avvenga in luogo  non avente alcun collegamento con il destinatario della notificazione stessa essendo a costui del tutto estraneo. Nel caso, in particolare, in cui l’atto venga notificato in un domicilio dal quale il destinatario assuma di essersi trasferito, la notificazione deve ritenersi nulla e non inesistente tutte le volte che l’ufficiale giudiziario attesti, nella relazione di notificazione,la permanenza d’una relazione tra il luogo della notificazione ed il destinatario di essa”.

Per l’effetto, il Giudice di legittimità ha quindi ritenuto che, nonostante il trasferimento del convenuto contumace, nel caso di specie non poteva ritenersi “reciso ogni collegamento” tra il destinatario dell’atto ed il luogo di notificazione.

Ragion per cui, la Suprema Corte di Cassazione ha cassato la pronuncia della Corte di appello di Bologna, con rinvio ad altra sezione, affinché questa si pronunciasse applicando il summenzionato principio di diritto.

28 luglio 2014

(Nicole Giannì – n.gianni@lascalaw.com)

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