A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Trascrizione dell’opposizione alla donazione e iscrizione ipotecaria

Il Tribunale di Udine si è pronunciato sull’inopponibilità al creditore pignorante della trascrizione dell’opposizione alla donazione ex art. 563 c.c..

La questione posta è se la trascrizione dell’opposizione alla donazione prevista ex art. 563 c.c., comma 4, successiva all’iscrizione ipotecaria interferisca o meno con l’instaurazione o la prosecuzione dell’espropriazione forzata nei confronti del debitore.

Preliminarmente viene analizzato il dettame del comma 4, art. 563 c.c. il quale consente al coniuge ed ai parenti in linea retta di ottenere la sospensione del termine ventennale che determina la stabilizzazione dell’acquisto in capo al donatario e ai terzi ai quali il bene sia stato eventualmente trasferito attraverso la notificazione e la trascrizione, nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa, di un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione.

La trascrizione dell’atto stragiudiziale di opposizione permette il recupero del bene in sede successoria, consentendo ai destinatari della norma di tutelare effettivamente le proprie ragioni di legittimari (futuri).

Successivamente a tale premessa, il quesito che si pone il foro udinese è quale sia l’efficacia e la tenuta di tale trascrizione nel caso in cui, sui beni trascritti, un istituto di credito abbia scritto anteriormente un’ipoteca volontaria, in quanto si potrebbe venire a creare un conflitto tra l’aggiudicatario e i terzi (opposti alla donazione a favore dell’esecutato).

In realtà la soluzione al quesito non è univoca, essa dipende sia dal tipo di domanda di volta in esame, sia dalla posizione del soggetto che invochi gli effetti della pronuncia giudiziale.

Sotto questo profilo si possono prospettare due ipotesi, la prima è che la posizione di chi, conseguentemente alla pronuncia giudiziale, assuma la posizione di titolare di un diritto reale sul bene pignorato, la seconda riguarda la posizione di chi, un diritto di tal fatta in ogni caso, non possa invocare, come nel caso dei creditori.

Nella prima ipotesi, pertanto, si può ipotizzare la chiamata del soggetto nel processo di esecuzione per consentirgli l’esercizio e l’applicazione delle facoltà inerenti alla disciplina sostanziale in tema di ipoteca (ai sensi degli artt. 2861 e 2889 c.c.), ed anche le facoltà processuali spettanti all’esecutato nell’ambito della procedura espropriativa ed in tale caso il terzo viene a subentrare nella posizione dell’esecutato.

Nella seconda ipotesi, invece, la partecipazione del creditore al processo esecutivo (ad esempio successivamente a notifica ex art. 498 c.p.c.) ha funzione diversa, in quanto si tratta di consentire al creditore di esercitare unicamente quell’azione esecutiva che spetterebbe a qualsivoglia creditore munito di titolo esecutivo, e, conseguentemente, di legittimare la partecipazione alla distribuzione del ricavato della vendita del compendio.

Nella fattispecie posta al vaglio del Tribunale di Udine, a fronte della trascrizione dell’opposizione alla donazione avvenuta successivamente all’iscrizione ipotecaria della creditrice pignorante, nulla impediva all’istituto di credito di dar corso all’espropriazione immobiliare, a seguito di tale trascrizione, essa infatti ha solo l’effetto di interrompere un termine e non di determinare un effetto prenotativo, tipico delle domande giudiziali, dell’eventuale pronuncia.

Trib. Udine, 30 settembre 2020, n. 702

Caterina Morabito – c.morabito@lascalaw.com

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