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Tra dolo generico e dolo specifico nella revocatoria del fondo patrimoniale

Pacifica la questione circa la revocabilità del fondo patrimoniale costituito successivamente all’assunzione del debito, rilevante in tal caso la mera consapevolezza da parte del costituente di recare danno alle pretese creditorie.

Con l’ordinanza n. 11485 del 08/04/2022 la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso confermando la sentenza emanata dalla Corte d’Appello di Catania che riteneva revocabile ex art. 2901 c.c. il fondo patrimoniale costituito anteriormente all’insorgenza dei crediti. La motivazione del ricorso per violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2901 c.c., 2729 c.c., 2697 c.c., 115 e 116 c.p.c. con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3 e all’art. 360, n. 5, secondo la S.U. non sussiste in quanto la sentenza della CdA è stata ampiamente motivata, in specie laddove individuava nel comportamento dei costituenti del fondo il dolo specifico richiesto affinché possa essere dichiarata la revocabilità del fondo patrimoniale anteriore al debito contratto. Infatti, l’atto dispositivo è stato attuato in un momento di grave difficoltà economica della società, della quale i costituenti erano unici soci e amministratori, che fa sì di escludere la costituzione per bisogni di famiglia ma architettato al fine di evitare eventuali azioni esecutivi su beni oggetto del fondo in frode ai creditori.

Tale comportamento, citando l’ordinanza, era indicativo di una dolosa preordinazione dei coniugi a rendere difficoltosa la coattiva realizzazione del credito futuro e, come tale, poteva essere accertato anche mediante il ricorso a presunzioni, con un apprezzamento, riservato al giudice del merito (cfr. Cass. Sez. 3 -, Sentenza n. 23205 del 15/11/2016; Cass. Sez. 3 n. 18315 del 18/09/2015; Cass. Sez. 3, Sentenza n. 966 del 17/01/2007).

Nel caso qui riportato sia la Corte di Appello che la Suprema Corte confermano il disposto dell’art. 2901 c.c., comma 1, che richiede per la declaratoria dell’inefficacia la premeditazione da parte del debitore in caso di costituzione del fondo patrimoniale, prima ancora del sorgere dell’obbligazione, con l’intento di danneggiare i creditori futuri sottraendo tali beni dalla loro disposizione. 

Cass., Sez. III, Ord., 8 aprile 2022, n. 11485

Flavius Ducaf.duca@lascalaw.com

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