Vado a stare da papà

Toglimi tutto, ma non il cognome

La ex moglie, amareggiata per la chiusura del matrimonio, tenta di conservare la notorietà garantitale dal cognome del marito – noto avvocato e uomo politico, Tale cognome, a dire della donna, per anni l’avrebbe “identificata nel contesto sociale”.

La Cassazione, invece, respinge definitivamente la richiesta di quest’ultima, alla luce di due importanti considerazioni espresse nell’ordinanza in commento.

In primo luogo, richiama il Codice Civile, ricordando che esso “prevede che la moglie aggiunga al proprio cognome quello del marito e lo conservi durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze”, e aggiunge che tale diritto-dovere “consegue esclusivamente al rapporto di coniugio”. In secondo luogo, non si può escludere che “il perdurante uso del cognome maritale possa costituire un pregiudizio per il coniuge che non vi acconsente e che intenda ricreare un nuovo nucleo familiare che sia riconoscibile, come legame familiare attuale, anche nei rapporti sociali e in quelli rilevanti giuridicamente”.

In sostanza, “la possibilità di consentire con effetti di carattere giuridico-formali la conservazione del cognome del marito, accanto al proprio, dopo il divorzio, è da considerarsi una ipotesi straordinaria” che non può essere giustificata, però, sottolineano i giudici della Cassazione, “con il mero desiderio di conservare come tratto identitario il riferimento a una relazione familiare ormai chiusa quanto alla sua rilevanza giuridica”.

Peraltro, “non può escludersi che il perdurante uso del cognome maritale possa costituire un pregiudizio per il coniuge che non vi acconsente e che intenda ricreare un nuovo nucleo familiare che sia riconoscibile, come legame familiare attuale, anche nei rapporti sociali e in quelli rilevanti giuridicamente”.

Solo circostanze eccezionali possono consentire l’autorizzazione all’utilizzo del cognome del marito una volta chiuso il matrimonio, e in questa vicenda, osservano i Giudici, nessun interesse davvero meritevole di tutela è stato allegato dalla donna al mantenimento del cognome maritale unitamente al proprio, essendosi limitata a puntare sulla conservazione della notorietà derivatale dall’ex marito nelle frequentazioni sociali, ossia tra quelle stesse persone che non possono ignorare le vicende della coppia.

Cass., Sez. I, 12 febbraio 2020, n. 3454

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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