Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Terzo chiamato in causa: la mediazione non deve essere esperita

Nel caso sottoposto all’esame del giudice mantovano, la parte terza chiamata in causa eccepiva l’improcedibilità del giudizio, atteso che il procedimento di mediazione esperito non aveva avuto ad oggetto le domande svolte nei suoi confronti.

Con ordinanza del 14.06.2016, il Tribunale ha rigettato l’eccezione di improcedibilità, dichiarando che la mediazione obbligatoria deve essere esperita solo con riferimento alle domande proposte dall’attore nei confronti del convenuto, ma non anche con riguardo a quelle formulate verso i terzi chiamati in causa.

Tale decisione è stata motivata come segue:

“a) una diversa soluzione comporterebbe un notevole allungamento dei tempi di definizione del processo, in contrasto con il principio di ragionevole durata dello stesso stabilito dall’art. 111 Cost.;

b) le disposizioni che prevedono condizioni di procedibilità, costituendo deroga al diritto di azione, sono di stretta interpretazione;

  1. c) l’art. 5 del D. Lgs. 28/2010 menziona solo il convenuto quale soggetto legittimato a dedurre il difetto del previo esperimento del tentativo di conciliazione”.

Trib. Mantova, 14 giugno 2016

  1. Simona Daminellis.daminelli@lascalaw.com
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