Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Siamo in termini per impugnare? Quando l’appello incidentale è ancora ammissibile

La notifica dell’appello principale alle altre parti “effettivamente” soccombenti fa decorrere il termine breve per la decadenza dalla proposizione dell’appello incidentale.

La Suprema Corte, nella recente pronuncia in commento, ha affermato che “quando un’impugnazione è notificata di iniziativa dell’impugnante a tutte le parti del grado precedente, realizzandosi così la situazione dell’art. 330 c.p.c., le parti destinatarie della notificazione dell’impugnazione, qualora rivestano, per effetto della statuizione della sentenza impugnata, una posizione di soccombenza effettiva, debbono proporre indipendentemente dal se l’impugnazione principale le abbia coinvolte a norma dell’art. 331 c.p.c. o norma dell’art. 332 c.p.c., la loro impugnazione contro le statuizioni che le vedono soccombenti, nel termine breve della notificazione dell’impugnazione principale”, ossia di venti giorni antecedenti alla data di udienza di comparizione (ex art. 343 c.p.c. primo comma).

Diverso è il caso prospettato dal secondo comma dell’art. 343 c.p.c., che allude all’insorgenza in capo ad una parte dell’interesse ad impugnare, a seguito dell’impugnazione proposta da altra parte che non è l’appellante principale. Come precisato dalla Suprema Corte, tale ipotesi si configura però come soccombenza solo virtuale, ma non effettiva. In tal caso, poiché l’impugnazione della parte diversa da quella che ha proposto l’impugnazione principale rimette in discussione l’esito finale che vedeva quella parte vittoriosa, è giocoforza dare rilievo all’insorgenza dell’interesse della parte vittoriosa solo quando la sua vittoria viene messa in discussione.

Nel caso sottoposto al vaglio della Corte di Cassazione, la Corte d’Appello aveva dichiarato inammissibile l’appello incidentale del garante in quanto proposto oltre il termine previsto all’art. 343 c.p.c. primo comma. Sicché il garante aveva presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il termine applicabile fosse quello di cui al secondo comma, in quanto l’interesse ad impugnare era stato provocato dall’appello incidentale di altro garante.

La Suprema Corte ha invece affermato l’inammissibilità dell’appello incidentale, in quanto il garante risultava soccombente in via effettiva in forza della sentenza di primo grado che ne riconosceva la corresponsabilità solidale con l’altro soggetto responsabile. In forza di ciò, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso.

Cass. Civile, Sez. III, 7 Febbraio 2017, n. 3129 (leggi la sentenza)

Ludovica Citarellal.citarella@lascalaw.com

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