Diritto Processuale Civile

Termine per l’impugnazione

Cass., 10 settembre 2013, Sez. II, n. 20712 (leggi la sentenza per esteso)

La recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione conferma ancora una volta il proprio orientamento, in tema di  notificazione di atti giudiziari.

La Corte chiarisce che, come affermano peraltro le sentenze della Corte Costituzionale n. 477/2002 e n. 28/2004, una volta che il notificante abbia consegnato l’atto all’ufficiale giudiziario, la notificazione deve ritenersi per lui perfezionata, e non gli si può addebitare l’eventuale ritardo con cui l’ufficiale abbia proceduto alla notificazione al destinatario.

La consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario competente è quindi per il richiedente, il momento in cui si perfeziona la formalità a lui direttamente imposta, riguardo al processo di notifica.

Il caso di specie deriva da una pronuncia in primo grado, relativa ad una controversia sorta per la risoluzione per inadempimento di un preliminare di vendita.

La domanda attorea, infatti, incentrata sulla richiesta di risarcimento vista la mancata abitabilità dell’immobile, era stata respinta, mentre era stata accolta in via riconvenzionale quella del convenuto, il quale eccependo l’inadempimento dell’attore, richiedeva la risoluzione del contratto preliminare per grave inadempimento, poiché il promissario acquirente non aveva provveduto a versargli, alle scadenze previste, le somme dovute per il mutuo accollato e per migliorie extracontrattuali richieste ed accettate. Lo stesso, in aggiunta, aveva perfino ottenuto un risarcimento danni.

Contro questa decisione, il soccombente aveva proposto appello, tuttavia dichiarato inammissibile poiché dalla relata di notifica, risultava che l’appello era stato proposto oltre il termine di trenta giorni dalla notifica della sentenza di primo grado.

L’appellante ha quindi proposto ricorso per Cassazione, esprimendo nel suo quesito di diritto, la necessità di ottenere il riconoscimento di un diritto, leso unicamente per il ritardo nel compimento di un’attività riferibile a soggetti diversi.

La Suprema Corte, ripercorrendo i propri precedenti giudiziari (Cass. 11-1-2007 m. 390; Cass. 28-7-2005 n. 15797; Cass. 2-3-2004 n. 4289), e valutando il quesito anche in conformità ad elementi che offrano sufficienti garanzie di oggettiva certezza, come il timbro apposto su tale atto ai fini della liquidazione delle spese di notifica, ha quindi accolto il ricorso, cassando la sentenza impugnata e rinviando anche per le spese ad altra Sezione della Corte di Appello competente.

(Antonio Peroni Ranchet – a.peroni@lascalaw.com)

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