Improcedibilità per mancato esperimento della mediazione delegata e termine ordinatorio

Termine per la mediazione: quando la causa è improcedibile?

La Corte d’Appello di Milano, con riguardo ad una mediazione non esperita dagli attori e delegata dall’Organo Giudicante, ha chiaramente sancito che “la qualificazione del termine come ordinatorio non è decisiva ai fini della presente fattispecie, perché la dichiarazione d’improcedibilità non postula la natura perentoria del termine concesso dal giudice (come affermato dagli appellanti), ma piuttosto l’effettivo mancato esperimento della mediazione alla data dell’udienza fissata dal giudice per consentire l’avveramento della condizione di procedibilità. In altre parole, la natura ordinatoria del termine –secondo l’orientamento condiviso anche da questa Corte- è compatibile con la declaratoria d’improcedibilità nei casi, come quello di specie, di mancato effettivo esperimento della mediazione entro la data dell’udienza fissata per tale scopo. Infatti, pur ritenendo che, in considerazione della natura ordinatoria del termine, la domanda di mediazione possa essere presentata oltre il termine di quindici giorni assegnato dal giudice, è comunque necessario, per l’avveramento della condizione di procedibilità, che il primo incontro dinanzi al mediatore avvenga entro l’udienza di rinvio, fissata proprio per la verifica dell’effettivo esperimento della mediazione, a cui è subordinata la procedibilità dell’azione”.

Dunque, secondo la Corte, la declaratoria d’improcedibilità per il mancato esperimento della mediazione obbligatoria, ai sensi dell’art. 5, d.lgs. 28/2010, non dipende dalla natura perentoria o ordinatoria del termine ma “dall’effettivo esperimento della mediazione”.

Nel caso di specie, il giudice di primo grado, rilevato alla prima udienza del 25 marzo 2015 che la mediazione non era stata esperita, correttamente disponeva procedersi con la medesima, assegnando il termine di quindici giorni per il deposito della domanda e fissando la successiva udienza del 22 settembre 2015, ben oltre il termine previsto dall’art. 6 Dlgs cit., per consentire l’esperimento del detto procedimento. Nonostante il tempo decorso, all’udienza di settembre, la mediazione non risultava ancora esperita, per colpevole ritardo della parte attrice, che aveva presentato la domanda di mediazione solo quattro giorni prima.

Chiara la tesi della Corte d’Appello milanese: la condizione di procedibilità è avverata nel momento in cui le parti abbiano tenuto il primo incontro in data anteriore all’udienza fissata dal giudice per la prosecuzione del giudizio, poiché, pur ritenendo che – in considerazione della natura ordinatoria del termine – la domanda di mediazione possa essere presentata oltre il termine di quindici giorni assegnato dal giudice, è comunque necessario che il primo incontro dinanzi al mediatore avvenga entro l’udienza di rinvio, fissata proprio al fine di verificare l’espletamento della procedura di conciliazione.

Corte d’Appello di Milano, sentenza del 20 giugno 2019

Francesca Castelli – f.castelli@lascalaw.com

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