Diritto Processuale Civile

Termine di costituzione dell’attore o dell’appellante nell’ipotesi di notificazione dell’atto di citazione o di appello a più parti: la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10864 del 18 Maggio 2011 hanno risolto una questione di diritto di particolare rilievo dal punto di vista pratico, stabilendo che in caso di notificazione dell’atto di citazione o di appello a più parti il termine di dieci giorni entro il quale l’attore (ex art. 165, comma 2, c.p.c.) ovvero l’appellante (ex art. 347 c.p.c.) devono costituirsi decorre dalla prima notificazione e non già dall’ultima.

Detta statuizione delle S.U., che conferma l’indirizzo giurisprudenziale consolidatosi a partire dal 1997, si fonda sulla considerazione per cui se le disposizioni sopra richiamate sono rimaste inalterate una diversa interpretazione rispetto a quella formatasi a partire dal 1997 non avrebbe ragione di essere ricercata dovendosi privilegiare l’interpretazione in forza della quale si è nel tempo creata una pratica di applicazione stabile.
In tal modo, infatti, si determinano le condizioni in presenza delle quali si crea il legittimo affidamento delle parti ad una corrispondente applicazione da parte dei giudici investiti della domanda.

Al riguardo la Suprema Corte precisa che una diversa interpretazione delle norme di legge potrebbe imporsi solo qualora emergano valori prima trascurati, ovvero intervengano mutamenti nell’ambiente processuale tali da attribuire alla disposizione un significato differente.

Tale interpretazione, inoltre, si impone alla luce dell’interpretazione finalistica delle norme di legge richiamate.
Infatti facendo decorrere il termine per la costituzione dell’attore ovvero dell’appellante dalla prima notifica dell’atto di citazione ovvero dell’atto di appello viene tutelato il diritto del convenuto di conoscere il prima possibile se l’attore si sia costituito o meno.

In tal modo il convenuto può approntare le opportune strategie difensive sul presupposto che, nella prassi, la mancata tempestiva costituzione dell’attore è sintomo della volontà di non dare più seguito all’esercizio dell’azione.
Infine le Sezioni Unite osservano che, dal punto di vista sistematico, detta interpretazione è
maggiormente aderente con la riforma del processo civile operata dalla legge n. 353/1990, la quale ha disegnato un processo civile caratterizzato dall’esigenza primaria che venga determinato fin da subito il thema decidendum, nonché dall’esigenza strettamente funzionale alla prima, che l’attore metta subito a disposizione dei convenuti la propria produzione documentale.

(Filippo Basile – f.basile@lascalaw.com)

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