Contratti Bancari

Tasso soglia usura: CTU inammissibile se non prodotti i decreti ministeriali

Trib. Napoli, 27 gennaio 2016

Con l’ordinanza depositata in data 27.01.2016, il Tribunale di Napoli, è intervenuto sul tema dell’ammissibilità della CTU contabile, volta ad accertare l’applicazione di un tasso soglia superiore a quello previsto dalla legge 108/1996, nel caso di mancata o tardiva produzione dei decreti ministeriali che rilevano il tasso, relativi al periodo oggetto di contestazione.

Nel caso de quo il Tribunale di Napoli, rilevato che i predetti decreti ministeriali, seppur prodotti dalla convenuta con le memorie istruttorie II e III termine, erano inutilizzabili in quanto il deposito delle stesse era tardivo, ha ritenuto:

  • la richiesta di CTU contabile inammissibile, in quanto fondata solo su generiche deduzioni non provate documentalmente e pertanto meramente esplorativa;
  • parimenti inammissibile l’istanza ex art. 210 c.p.c. in quanto fondata su generiche deduzioni in ordine al quantum debeatur.

La decisione del Tribunale di Napoli è in linea con la giurisprudenza di legittimità e di merito sul tema.

In particolare, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in tema di usura bancaria, prendendo le mosse dalla natura amministrativa dei decreti del ministero del Tesoro, che individuano periodicamente il tasso soglia, hanno ritenuto ad essi inapplicabile il principio iura novit curia stabilito dall’art. 113 c.p.c.. Peraltro, sempre secondo quanto sancito dalla Suprema Corte, tale assunto trova sostegno ermeneutico nell’art. 1 delle preleggi che non contempla i decreti ministeriali tra le fonti del diritto, che il giudice è tenuto a conoscere. (Cass. civ., sez. un., 29 aprile 2009, n. 9941).

I predetti principi sanciti dalla Suprema Corte sono stati sposati anche dai Tribunali di merito, in particolare il Tribunale di Mantova intervenuto in materia  in data 25.06.2015, in riferimento ai decreti ministeriali che fissano il tasso soglia oltre il quale gli interessi potrebbero definirsi usurari, ha affermato che: “si tratta di atti amministrativi che non appartengono alla scienza del giudice e non possono essere valutati se non prodotti dalla parte che intende affermare la nullità delle pattuizioni usurarie o dei relativi addebiti”.

Come conseguenza di quanto esposto, il Tribunale di Napoli ha rigettato le istanze istruttorie delle parti ed ha rinviato la causa per precisazione delle conclusioni

4 febbraio 2016

Arianna Corsaroa.corsaro@lascalaw.com

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