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Tassi di recupero dei crediti. Pubblicata un’analisi di Banca d’Italia

Secondo Banca d’Italia, la scarsità di dati pubblici affidabili sui tassi di recupero storicamente conseguiti dalle banche sulle sofferenze genera incertezza sul mercato e tende a riflettersi negativamente sulla valutazione di questa tipologia di crediti.

Questo il motivo che ha portato l’Autorità di Vigilanza a pubblicare una nota, dal titolo “I tassi di recupero delle sofferenze”, disponibile sul sito di banca d’Italia, con cui colmare questo gap informativo utilizzando i dati della Centrale dei rischi.

L’analisi, come afferma la stessa Banca d’Italia, mostra che i tassi di recupero del sistema bancario italiano (i) si posizionano, in media, su valori coerenti con i tassi di copertura risultanti dai bilanci e che i recuperi conseguiti sulle posizioni chiuse in via ordinaria sono significativamente superiori a quelli registrati sulle posizioni cedute e (ii) variano significativamente da banca a banca.

Ciò indica che gli intermediari hanno margini e incentivi per proseguire con decisione negli interventi già avviati per elevare l’efficienza dei processi interni di gestione e di recupero dei crediti deteriorati (non performing loans, NPLs), individuando quale sia il mix – tra gestione in-house, esternalizzazione a servicer esterni, cessione sul mercato – in grado di massimizzare il valore di tali attivi.

Il documento evidenzia altresì che le Autorità di vigilanza, d’altra parte, devono valutare attentamente la validità delle strategie delle singole aziende e individuare le misure di intervento più appropriate in relazione alla situazione del singolo intermediario, nella consapevolezza che l’adozione generalizzata di politiche di rapido smobilizzo degli NPLs si tradurrebbe in un trasferimento di valore dalle banche in favore degli investitori attivi su questo mercato.

Secondo Banca d’Italia va in questa direzione la Guida non vincolante in materia di NPLs recentemente posta in consultazione dal Meccanismo di vigilanza unico, che richiede alle banche di adottare una politica di attiva gestione di questi attivi.

Sabrina Galmarinis.galmarini@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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