Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Tardività e rigetto dell’eccezione di nullità della fideiussione omnibus

La sentenza in commento, emessa all’esito di una causa seguita dallo Studio, può considerarsi un precedente favorevole sulla controversa questione delle nullità delle fideiussioni omnibus.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso nei confronti di una società in liquidazione e dei garanti, all’esito della fase istruttoria (dopo essere stata esperita la CTU) , gli opponenti hanno eccepito la nullità- totale o quantomeno parziale- delle fideiussioni omnibus prestate per contrarietà alla normativa antitrust, richiamando l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 29810/2017.

L’eccezione è stata replicata in sede di comparsa conclusionale, ove è stata altresì eccepita la nullità delle fideiussioni prestate per decadenza ai sensi dell’art. 1957 c.c. , dovendo la clausola di deroga a tale disposizione ritenersi nulla in forza della contrarietà all’art. 2 della L. 287/1990 e non avendo la banca agito entro il termine semestrale dell’art. 1957 c.c.

Considerata l’eccezione di per sé ammissibile, il Tribunale di Padova l’ha tuttavia ritenuta infondata in quanto “si basa su un fatto costitutivo non tempestivamente allegato dagli opponenti”.

Il Giudice, nell’argomentare il rigetto, ha riconosciuto fondamentale- al fine di provare i fatti costitutivi dell’eccezione- la produzione in giudizio del contratto di fideiussione omnibus contestato, del provvedimento della Banca d’Italia n. 55/2005, nonché del modulo di fideiussione omnibus predisposto dall’ABI nel 2003.

Tale produzione, ha precisato il Tribunale, dev’essere rituale nel rispetto dei termini processuali, non potendo giustificarsi una produzione tardiva se non in forza di accoglimento di un’istanza di rimessione in termini ai sensi dell’art. 153 comma 2 cpc.

Il Giudice ha altresì disatteso la rilevabilità d’ufficio della nullità della fideiussione, ribadendo il principio espresso dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite con sentenza n. 26242/2014 secondo il quale la nullità deve emergere dalle rituali allegazioni delle parti o dalle produzioni documentali in atti: nel caso di specie, appunto, ciò è avvenuto tardivamente.

Da ultimo, poichè l’eccezione è stata sollevata dagli opponenti in via di eccezione c.d. “riconvenzionale” al fine di paralizzare la richiesta dell’Istituto di Credito, il Tribunale ha escluso la competenza della Sezione Specializzata in materia di imprese della trattazione in proprio favore.

Trib. Padova, 3 marzo 2020, n. 453

Francesca Schiavon – f.schiavon@lascalaw.com

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