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Il TAEG è un mero indicatore economico

Il Tribunale di Pescara ha fornito un utile chiarimento sulla corretta qualificazione del TAEG.

In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio, gli opponenti contestavano la mancata rispondenza del TAEG in concreto applicato con quello dichiarato in contratto con violazione, a detta degli attori, dell’art. 117 TUB.

Aderendo alla giurisprudenza di merito prevalente, il Tribunale ha respinto l’eccezione avversaria, precisando che il TAEG/ISC non è un tasso propriamente detto, ma un mero indicatore sintetico del costo complessivo del contratto, avente lo scopo di consentire al cliente di conoscere l’effettivo costo totale del credito, prima di accedervi.

Da quanto sopra, ha precisato il Giudice, discende che il tasso in commento non incide sul contenuto della prestazione a carico del cliente ovvero sulla determinatezza o determinabilità dell’oggetto contrattuale, definita dalla pattuizione scritta di tutte le voci di costo negoziale: l’indicatore sintetico di costo ha valenza di “regola di comportamento” della banca, senza assumere rilievo come “regola di validità” del contratto.

Il TAEG/ISC, pertanto, non è un elemento essenziale del contratto ed è esclusa anche ogni sua possibile assimilazione al TAN ovvero ad “ogni altro prezzo o condizione praticati” di cui al comma 4 dell’art. 117 TUB.

Ne consegue che, quando nel contratto siano riportati i tassi di interesse e gli oneri economici, la omessa o la non corretta indicazione dell’ISC/TAEG non determina violazione del comma 4 dell’art. 117 TUB con le conseguenze sanzionatorie del comma 7 ed è, parimenti, esclusa l’applicabilità dell’art. 117, comma 6, TUB che si attiva per costi (contrattuali) non previsti in quelli pubblicizzati ex art. 116 (e art. 123) TUB.

In conclusione, il Tribunale di Pescara ha chiarito che “mentre per i tassi e gli interessi propriamente intesi soccorrono le disposizioni di cui all’art. 117, commi 4, 6 e 7, TUB, con riferimento alle clausole del contratto relative a costi che non siano stati inclusi, ovvero siano stati inclusi in modo non corretto nel TAEG indicato in contratto, la norma di riferimento è unicamente quella di cui all’art. 125 bis TUB la quale sancisce, tra l’altro, la nullità di dette clausole e la loro sostituzione ex lege secondo le modalità di cui al comma settimo della stessa disposizione”.

Trib. Pescara, 2 febbraio 2021, n. 62 

Anna Vicinanza – a.vicinanza@lascalaw.com

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