Diritto dell'Esecuzione Forzata

Sull’opposizione del terzo pignorato all’ordinanza di assegnazione delle somme

Cass., Sez. III, 19 ottobre 2015, n. 21081 (leggi la sentenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21081/2015, offre un interessante spunto in merito agli aspetti procedurali sottesi all’opposizione agli atti esecutivi del terzo pignorato avverso l’ordinanza di assegnazione ex art. 554 c.p.c.

Il Caso

La fattispecie in commento trova origine dall’opposizione agli atti esecutivi proposta dinanzi al Tribunale di Taranto dalla Banca di Taranto S.c. quale terzo pignorato.

Oggetto dell’impugnazione era l’ordinanza di assegnazione delle somme emessa in data 4 aprile 2011. L’istituto di credito, inizialmente, in sede di dichiarazione del terzo ex art. 547 c.p.c., aveva -erroneamente-  dichiarato che vi fosse, sul conto corrente intestato alla debitrice, la disponibilità di una somma di denaro sufficiente a coprire l’intero credito pignorato; ove invece, alla data del pignoramento, il conto corrente presentava un saldo creditore nettamente inferiore a quanto inizialmente dichiarato.

In sede cautelare, si assisteva alla sospensione della procedura. Successivamente, la creditrice opposta instaurava il giudizio di merito per ottenere conferma dell’ordinanza di assegnazione.

Il Giudice adito, disattendendo le domande attoree, accoglieva le ragioni di parte convenuta, e, per l’effetto, riduceva alla minor somma detenuta dalla banca il contenuto e l’efficacia dell’ordinanza.

La creditrice si rivolge, quindi, alla Corte di Cassazione.

La ricorrente, in uno dei primi motivi di ricorso, eccepiva l’inammissibilità dell’opposizione spiegata dalla Banca avverso l’ordinanza di assegnazione, poiché, seppur depositata sette giorni dopo la notifica dell’ordinanza, era stata notificata alla creditrice ventitré giorni dopo la suddetta notifica, e dunque da considerarsi tardiva.

Di fatto, la ricorrente sosteneva che, trattandosi di opposizione agli atti esecutivi avanzata prima dell’inizio dell’esecuzione, la stessa avrebbe dovuto essere proposta con citazione ai sensi del primo comma dell’art. 617 c.p.c.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte afferma che “è sufficiente osservare che – una volta dato per scontato, così come è dato dalla stessa ricorrente, il rimedio dell’opposizione ai sensi dell’art. 617 c.p.c. – la norma da applicare è quella del comma 2, non quella del primo. E’ errato l’assunto della ricorrente secondo cui si tratterebbe di opposizione agli atti esecutivi c.d. pre-esecutiva, cioè proposta prima dell’inizio dell’esecuzione.

E’ vero che, sulla base dell’ordinanza di assegnazione, la T. (creditrice principale) iniziò una nuova procedura esecutiva nei confronti dell’istituto di credito, notificando a quest’ultimo, oltre alla stessa ordinanza in forma esecutiva (considerata quindi come titolo esecutivo nei confronti del terzo pignorato), anche il precetto, in data 20 aprile 2011, e, quindi, procedette, sempre nei confronti della banca, ad un pignoramento mobiliare, in data 2 maggio 2011. L’ordinanza di assegnazione ben può essere, a sua volta, titolo esecutivo che, munito della relativa formula, venga portato ad esecuzione dal creditore assegnatario (già pignorante) contro il terzo pignorato.

Ed ancora: “… conosciuta l’ordinanza di assegnazione, l’istituto di credito terzo pignorato ha inteso fare valere, in tale sua qualità, vizi dell’ordinanza di assegnazione, pronunciata, ai sensi dell’art. 553 c.p.c., a conclusione del processo esecutivo per espropriazione presso terzi introdotto dal creditore del suo creditore. Così agendo, ha lamentato vizi dell’ordinanza medesima ed ha seguito l’orientamento di questa Corte per il quale in tema di espropriazione presso terzi, il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi è l’unico esperibile avverso l’ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c.”

Tutto ciò premesso, la Corte si congeda affermando che nel caso di specie deve parlarsi necessariamente di ”opposizione agli atti esecutivi avanzata dopo l’inizio dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., comma 2, perché riferita al processo esecutivo concluso con la detta ordinanza”.

Pertanto, l’opposizione agli atti esecutivi del terzo pignorato avverso l’ordinanza di assegnazione ex art. 554 c.p.c., essendo riferita a quest’ultima quale atto esecutivo conclusivo del relativo procedimento, va proposta ai sensi del comma secondo dell’art. 617 c.p.c., con ricorso al giudice dell’esecuzione notificato al difensore della parte opposta costituito nel processo esecutivo, nel termine perentorio di venti giorni decorrente dal giorno in cui l’ordinanza è stata pronunciata in udienza alla presenza del terzo pignorato ovvero dal momento in cui il terzo ne abbia avuto legale conoscenza. 

3 novembre 2015

Giovanni Prestipinog.prestipino@lascalaw.com

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