Contratti

Sulle differenze tra l’azione di responsabilità ai sensi del 2043 c.c. ed il 2051 c.c.

Cass., Sez. III, 21 settembre 2015, n. 18463 (leggi la sentenza

La Cassazione Civile, Sez. III, con sentenza del  21 settembre 2015, n. 18463,  ha ribadito i principi di questa Corte (v., tra le altre, le sentenze 20 gennaio 2014, n. 999, e 26 maggio 2014, n. 11660) secondo cui l’azione di responsabilità fondata sulla violazione di un obbligo di custodia è intrinsecamente, per così dire, diversa da quella fondata sul principio generale del neminem laedere.

Ciò in quanto “l’applicabilità dell’una o dell’altra norma implica, sul piano eziologico e probatorio, diversi accertamenti e coinvolge distinti temi d’indagine, trattandosi di accertare, nel primo caso, se sia stato attuato un comportamento commissivo od omissivo, dal quale è derivato un pregiudizio a terzi, e dovendosi prescindere, invece, nel caso di responsabilità per danni da cosa in custodia, dal profilo del comportamento del custode, che è elemento estraneo alla struttura della fattispecie normativa di cui all’art. 2051 c.c., nella quale il fondamento della responsabilità è costituito dal rischio, che grava sul custode, per i danni prodotti dalla cosa che non dipendano dal caso fortuito” (così la sentenza 6 luglio 2004, n. 12329, richiamando un orientamento ancora più risalente).

In altre parole, mentre l’azione ai sensi dell’art. 2043 cod. civ. comporta la necessità, per il danneggiato, di provare l’esistenza del dolo o della colpa a carico del danneggiante, nel caso di azione fondata sull’art. 2051 cod. civ. la responsabilità del custode è prevista dalla legge per il fatto stesso della custodia, potendo questi liberarsi soltanto attraverso la gravosa dimostrazione del fortuito.

Ne consegue un’ovvia differenza in ordine ai temi di indagine ed al riparto dell’onere della prova, perchè nel primo caso il danneggiato dovrà attivarsi a dimostrare qualcosa, mentre nel secondo sarà il danneggiante a doversi attivare.

9 ottobre 2015

Walter Pirracchio – w.pirracchio@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La rivincita del promissario acquirente

Uno dei presupposti per richiedere la risoluzione di un contratto di locazione ad uso non abitativo,...

Contratti

L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Due sposi, delusi dal pranzo di nozze, decidevano di non pagare il ristoratore. La Corte di Cassazio...

Contratti

Vado a stare da papà

In presenza di una scrittura privata, la parte può scegliere tra la possibilità di disconoscerla e...

Contratti

X