Responsabilità Civile

Sull’applicabilita’ delle Tabelle Milanesi in sede di legittimita’

Cass., 19 luglio 2012, Sez. III, n. 12464

Massima: “Il riferimento ai criteri di liquidazione predisposti dal Tribunale di Milano garantisce tale uniformità di trattamento, essendo esso già ampiamente diffuso nella prassi sul territorio nazionale, e ad esso la Corte di cassazione riconosce la valenza, in linea generale, di parametro di conformità della valutazione equitativa del danno biologico alle disposizioni di cui agli articoli 1226 e 2056 Cc, in applicazione dell’articolo 3 della Costituzione, sempre che non sussistano in concreto circostanze idonee a giustificarne l’abbandono. L’applicazione di diverse tabelle, ancorché comportante liquidazione di entità inferiore a quella che sarebbe risultata sulla base dell’applicazione delle tabelle di Milano, può essere fatta valere, in sede di legittimità, solo in quanto la questione sia stata già posta nel giudizio di merito. Occorre cioè che il ricorrente abbia specificamente richiesto la liquidazione del danno in base ai valori delle nuove tabelle elaborate a Milano, perché la domanda non sia considerata nuova. Occorre altresì che, trattandosi di giudizio svoltosi in luogo diverso da Milano, come nel caso di specie, le tabelle milanesi siano state anche prodotte in atti. Diversamente la domanda deve essere considerata inammissibile.” (leggi la sentenza per esteso)

La terza sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12.464/2012, è tornata ad occuparsi della liquidazione dei danni non patrimoniali ed in particolare della necessità di applicare le Tabelle del Tribunale di Milano a garanzia dell’uniformità di giudizio in casi analoghi.

La Cassazione, nella pronuncia in esame, ha ribadito che “il riferimento ai criteri di liquidazione predisposti dal Tribunale di Milano garantisce tale uniformità di trattamento, essendo essi già ampiamente diffuso nella prassi del territorio nazionale, e ad esso la Corte di Cassazione riconosce valenza, in linea generale, di parametro di conformità della valutazione equitativa del danno biologico alle disposizioni di cui agli artt. 1226 e 2056 cod. civ., in applicazione dell’art. 3 Cost., sempre che non sussistano in concreto circostanze idonee a giustificarne l’abbandono.”.

La Suprema Corte ha precisato, però, che in sede di legittimità la mancata applicazione delle tabelle milanesi, può essere fatta valere solo se la questione sia stata già posta nel giudizio di merito e cioè solo se il ricorrente nel giudizio di merito aveva espressamente richiesto l’adozione delle Tabelle milanesi, producendole in giudizio.

La Cassazione ha stabilito, infatti, che “occorre cioè che il ricorrente abbia specificamente richiesto la liquidazione del danno in base ai valori delle nuove tabelle elaborate a Milano, perchè la domanda non sia considerata nuova e quindi inammissibile. Occorre altresì che, trattandosi di giudizio svoltosi in luogo diverso sa Milano, le tabelle milanesi siano state anche prodotte in atti”.

(Maria Valeria De Leo – v.deleo@lascalaw.com)

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