Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Sulla notifica dell’ ordinanza di inammissibiità e tempestività del ricorso in Cassazione

Duplici sono le questioni che la Corte di Cassazione, sez. VI Civ.  ha affrontato nell’ordinanza in commento n. 18622/2016 depositata all’esito di ricorso in Cassazione proposto ai sensi dell’art. 348 – ter, comma 3,  c.p.c. avverso l’ordinanza ex art. 348 – bis c.p.c. con la quale il Tribunale competente  ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello contro la sentenza emessa in primo grado.

Il primo profilo esaminato dalla Corte concerne la tempestività del deposito del ricorso in Cassazione.

In particolare, il ricorrente ha omesso di allegare che l’ordinanza del Tribunale giudice d’appello non gli sarebbe stata notificata.

Chi infatti esercita il diritto di ricorrere in Cassazione a norma dell’art. 348 – ter c.p.c. , per dimostrare la sua tempestività, qualora proponga il ricorso oltre i sessanta giorni dalla pubblicazione o comunicazione del’ordinanza, è tenuto ad allegare, se la comunicazione sia mancata al momento del deposito del ricorso, che essa non è avvenuta e che pertanto propone il ricorso fruendo del termine cosiddetto “lungo” di cui all’art. 327 c.p.c.

Altra rilevante questione attiene alla circostanza evidenziata da parte ricorrente in riferimento alla comunicazione che la Cancelleria ha effettuato in funzione di Giudice d’appello ad un solo avvocato, mentre in quel grado di giudizio l’attore risultava essere rappresentato, oltre che dal difensore destinatario della comunicazione, anche da un secondo difensore.

Anche tale assunto è stato dagli Ermellini ritenuto privo di pregio evidenziando in primis che, come emerso dalla intestazione della citazione in appello, i due difensori erano  domiciliati nello stesso luogo della comunicazione.

Inoltre, secondo quanto previsto dal principio di diritto affermato ai sensi dell’art. 377 c.p.c. in tema di comunicazioni di Cancelleria, la nomina di una pluralità di procuratori, tanto congiunta o disgiunta, esplica i suoi pieni effetti rispetto a ciascuna dei nominati procuratori.

I giudicanti hanno ritenuto pertanto sufficiente la comunicazione effettuata dalla Cancelleria ad un solo difensore dichiarando in definitiva manifestamente inammissibile il ricorso di cui al presente commento.

Valeria Arosiov.arosio@lascalaw.com

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