Polizza Linked, tra normativa applicabile ed onere dell’attore in giudizio

Sulla mancata indicazione del MtM e dei suoi criteri di calcolo in fase di stipula

Con la recentissima sentenza in commento, nel giudizio patrocinato dal nostro Studio, il Tribunale di Milano conferma il proprio orientamento in materia di contratti derivati, affrontando i temi dell’aleatorietà razionale, del Mark to Market e degli obblighi informativi in capo alla Banca.

Nella specie, parte attrice ha agito in giudizio al fine di ottenere una pronuncia di condanna della Banca in relazione ad un contratto Interest Rate Swap avente finalità di copertura del rischio di rialzo del tasso variabile del contratto di mutuo ipotecario sottostante.

La richiesta di condanna, secondo la ricostruzione di controparte, trovava fondamento nelle seguenti deduzioni:

a) nullità dell’IRS per assenza di una adeguata consapevolezza dell’alea razionale sottesa allo swap stipulato; per mancata indicazione del valore dello swap al momento della sua conclusione; per mancata indicazione del Mark to Market al momento della sottoscrizione e per mancata indicazione dei suoi criteri di calcolo; per assenza di causa in concreto atteso che l’IRS in questione non avrebbe assolto alla sua funzione di copertura.

b) risoluzione del contratto per inadempimento agli obblighi informativi in capo all’Istituto.

Il Giudice, preliminarmente, rileva l’infondatezza della richiesta di nullità per assenza dell’alea razionale, precisando che il contratto oggetto di censura sia un cd. “plain vanilla” ovvero “una struttura finanziaria non complessa” che trova la sua funzione nello scambio, a scadenze trimestrali, tra un tasso variabile (a carico della banca) con un tasso fisso e predeterminato (a carico del cliente).

Di particolare interesse poi, il capo della sentenza con cui viene respinta la censura relativa alla nullità dello swap per mancata indicazione del Mark to Market e dei relativi criteri per il suo calcolo:

Il tribunale meneghino cristallizza, dapprima, la definizione di Mark to Market, ribadendo come esso “esprima una proiezione finanziaria basata sul valore (teorico) di mercato di un derivato in un determinato momento ed ipotizzando che in tale momento si verifichi la risoluzione del contratto”.

In seconda battuta, pur rilevando come nel contratto oggetto di causa non fossero stati indicati, in fase di proposta e di sottoscrizione, né la misura del Mark to Market né i relativi criteri di calcolo, Il Giudice, correttamente, sottolinea come il consulente tecnico d’ufficio – nell’ambito dei quesiti a lui devoluti – abbia ricostruito il valore del MtM al momento della sottoscrizione dell’IRS utilizzando applicativi di uso pubblico (Bloomberg), ritenendo come tale agevole determinazione possa conseguentemente escluderne l’indeterminabilità.

D’altronde, prosegue la sentenza, “in uno strumento finanziario dal funzionamento così elementare, la mancata indicazione del valore del mark to market alla data di stipulazione del contratto non ha in concreto un impatto sulla consapevolezza del rischio assunto dell’investitore con l’acquisto del derivato, essendo immediatamente comprensibile dalla lettura del contratto come il rischio assunto con l’acquisto del derivato sia legato alla variazione del tasso del mutuo ipotecario sottostante”.

La presenza di un MtM negativo alla data di stipula non ha avuto, a parere del giudicante, una incidenza concreta sulla causa perseguita dagli attori con l’acquisto dello strumento finanziario, considerato che tale valore iniziale negativo è un importo assolutamente fisiologico che non altera significativamente la ripartizione dell’alea tra le parti.

In ultima analisi, il Tribunale respinge anche la domanda di risoluzione per il dedotto inadempimento della Banca in tema di assolvimento degli obblighi informativi sulla scorta della documentazione offerta in prova dall’Istituto, attestante la corretta valutazione dell’attrice e la sua propensione al rischio.

È indubbio come l’effettiva sottoscrizione del contratto derivato sia stata preceduta da una serie di incontri informativi con il consulente di fiducia degli attori, nell’ambito del quale sono state fornite tutte le informazioni necessarie per comprendere il funzionamento, la struttura, i vantaggi e i rischi dello swap, calibrato sulle esigenze di copertura del mutuo sottostante e adeguato in relazione al profilo di rischio dei contraenti.

Trib. Milano, Sez. VI, 24 giugno 2021

Federica Mendolia – f.mendolia@lascalaw.com

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