Diritto dell'Esecuzione Forzata

Sui rapporti tra rinnovazione ventennale dell’ipoteca e credito fondiario

Il caso esaminato dal Tribunale di Venezia il 18 febbraio 2014 riguarda una controversia sorta in sede di distribuzione delle somme ricavate da una procedura esecutiva immobiliare, ivi  incardinata.

Il fatto. In sede di approvazione del piano di riparto del ricavato della vendita del compendio pignorato, il Giudice dell’Esecuzione immobiliare ha tenuto conto del mancato rinnovo, alla scadenza ventennale, dell’iscrizione ipotecaria accesa nel 1984 da un istituto bancario; di conseguenza ha disposto la collocazione delle somme vantate dal suddetto creditore fondiario  al chirografo, anziché in via privilegiata ipotecaria di primo grado.

La banca ha proposto opposizione ex art. 512 c.p.c. avverso il decreto emesso dal giudice, eccependo il subìto declassamento e sostenendo, a fondamento della propria tesi che la natura fondiaria del proprio credito, sottoposto alla disciplina dell’art. 4 del d.p.r. n. 7 del 1976, le avrebbe consentito di conseguire “in ogni tempo“ la rinnovazione dell’ipoteca con preferenza rispetto agli altri creditori.

Di diversa opinione il Giudice dell’Esecuzione immobiliare, il quale ha deciso di applicare alla lettera il disposto dell’art. 2847 c.c.  ai sensi del quale ” L’iscrizione conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L’effetto cessa se l’iscrizione non è rinnovata prima che scada detto termine”, ritenendo non fondate le argomentazioni spiegate dal creditore fondiario;  infatti secondo il Giudice, ove si ritenesse valida la tesi dell’opponente, non si spiegherebbe il motivo per cui:

1)  il DPR 7/76 non abbia previsto a favore del creditore fondiario una espressa deroga all’art. 2847 cod. civ, che disciplina la durata dell’efficacia dell’iscrizione;  2) l’art. 4 del DPR 7/76 ha imposto ai conservatori dei registri immobiliari l’obbligo di rinnovazione d’ufficio “nei termini e nei modi previsti dalla legge”.

In conclusione, il Giudice dell’Esecuzione, ha rigettato l’istanza di sospensione della distribuzione del ricavato della vendita dei beni pignorati,  ritenendo che all’espressione “in ogni tempo” non possa affatto attribuirsi il significato che il creditore fondiario non sia tenuto all’osservanza del dettame di cui all’art. 2847 c.c., ma solamente che dopo la scadenza del termine ventennale, il creditore che vanti il privilegio di natura fondiaria non è tenuto a procedere alla rinnovazione con le stesse modalità degli altri creditori e previste dall’art. 2839 c.c., essendo sufficiente che presenti – ma sempre nei termini suindicati – una nota in doppio originale conforme a quella della precedente iscrizione.

30 settembre 2014

(Antonino Sanzone – a.sanzone@lascalaw.com)

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