Successione e parcella dell’avvocato: come ripartire il debito tra gli eredi

Per i debiti del de cuius verso il il proprio avvocato rispondono, di norma, gli eredi che pagheranno al legale la parcella per l’attività svolta in favore del defunto.
Tuttavia, qualora uno di essi, in presenza di un debito ereditario, voglia eccepire l’esistenza di altri coeredi, nonché la divisione pro quota del debito ereditario, dovrà provarne esistenza, consistenza numerica, titolo alla successione e la stessa qualifica di eredi.

Lo precisa la Cassazione nella recente sentenza n. 17122/20 depositata il 13 agosto, resa all’esito della vicenda di seguito descritta.

L’avvocato conveniva in giudizio la moglie del cliente ormai defunto chiedendone la condanna al pagamento del compenso professionale spettante per l’attività difensiva svolta nel procedimento di separazione giudiziale.
Il Tribunale accoglieva la domanda dell’avvocato, ma la convenuta proponeva ricorso per cassazione lamentando che la decisione del Collegio era fondata sull’erroneo presupposto che lei fosse l’unica erede del defunto.

Secondo la Cassazione il motivo di ricorso è infondato e la ricorrente è obbligata al pagamento dell’intera somma, in quanto la stessa non ha provato la qualità di eredi dei fratelli del marito.
Pur avendo dedotto il concorso, nella successione legittima, anche dei fratelli e sorelle del defunto, la signora ha presentato una documentazione ritenuta insufficiente dal giudice, essendosi limitata a depositare la mera “copia certificato anagrafico dei figli procreati” dai genitori del defunto.
Così facendo, la ricorrente ha al più provato la mera qualità di chiamati all’eredità dei germani del marito, come sottolineato dal giudice a quo.

In conclusione “chi eccepisce l’esistenza di altri coeredi, nonché la divisione pro quota del debito ereditario, ha l’onere di provarne l’esistenza, la consistenza numerica (agli effetti della eccepita divisione del debito in proporzione della rispettiva quota ereditaria), il titolo alla successione e la stessa qualifica di eredi”.

Cass., Sez. II, 13 agosto 2020, n. 17122

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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