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CR e preavviso di segnalazione: STOP alle azioni pretestuose

L’orientamento giurisprudenziale dominante, in materia di segnalazioni in Centrale Rischi Banca d’Italia, ritiene che l’avviso al cliente, in via preventiva, della segnalazione in Centrale Rischi, non sia una condizione di validità per la segnalazione stessa.

Ancora una volta, ci troviamo di fronte al caso di una società correntista, che ha proposto ricorso cautelare avverso il proprio istituto di credito per asserita illegittima segnalazione in Centrale Rischi, per mancanza del preavviso.

Il Tribunale di Prato, nella persona della Dott.ssa Maria Iannone, ha statuito di non condividere quanto asserito dalla società ricorrente, accogliendo in toto le difese svolte a favore della Banca.

Lo studio ha ottenuto, quindi, ennesimo provvedimento di rigetto dell’azione proposta dal correntista ai danni della Banca, ove il Giudice, statuendo sulla mancanza della comunicazione preventiva al cliente, ha dichiarato di aderire al  “più recente orientamento espresso dalla giurisprudenza di merito, a mente della quale tale omissione non è di per sé idonea a rendere illegittima la segnalazione in quanto non ne rappresenta condizione di validità, dovendo valutarsi a tal fine solamente l’esistenza della condizione di grave difficoltà economica, come prescritto dall’art 51 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385”.

Ma vi è di più.

Nell’ordinanza de qua si evidenzia come l’utilità del preavviso risieda nella possibilità per il cliente di riscontrare la Banca, dimostrando di poter sanare l’insolvenza, ad esempio prospettando all’istituto di credito una proposta di rientro.

Il Giudice ha rilevato come, nel caso specifico, “all’esito della tardiva conoscenza della segnalazione, il ricorrente non ha fornito né alla resistente, né tanto meno al giudizio, elementi per escludere la ricorrenza della potenziale insolvenza”.

In definitiva, alla luce dei motivi in fatto e diritto esplicitati, il Tribunale di Prato ha disposto il rigetto del ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dalla correntista, con condanna di quest’ultima alle spese del giudizio.

Trib. Prato, 21 aprile 2017 

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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